Warning

Warning

Invalid configuration found. Contact the administrator.

 
Warning

Warning

Invalid configuration found. Contact the administrator.

 
Warning

Warning

Invalid configuration found. Contact the administrator.

 
Warning

Warning

Invalid configuration found. Contact the administrator.

 

Rata del deposito nel mercato libero dell'energia: che cos'è

Quando un consumatore sottoscrive un contratto per la fornitura dell’energia tramite voltura, subentro e così via deve pagare per diversi adempimenti e spese, come il contributo fisso, il contributo amministrativo e l'imposta di bollo.

Tra queste spese c’è, in alcuni casi, anche il deposito cauzionale, che può avere un ammontare variabile a seconda di varie circostanze. Di che cosa si tratta? Come cambia tra luce e gas? Quando viene richiesto dal fornitore? E quando viene restituito? Ecco tutte le risposte e le informazioni utili.

Deposito cauzionale: che cos’è

Quando si parla di deposito cauzionale, si intende un contributo a titolo di garanzia di pagamento che viene versato da un cliente al fornitore di un qualsiasi servizio di vendita.

Lo scopo del deposito cauzionale è appunto quello di offrire una garanzia per il venditore: se il consumatore, per qualsiasi motivo, non potesse più pagare e onorare il suo debito, allora il venditore potrebbe attingere dalla rata del deposito già versata dal cliente per le esigenze di pagamento.

Infatti, se un cliente in stato di morosità non paga per i propri consumi, i suoi oneri e i costi sostenuti in anticipo per lui da parte del fornitore finiscono per ricadere sugli utenti che pagano in maniera regolare. In questo modo, il deposito cauzionale tutela sia il fornitore che tutti gli altri suoi clienti non in mora e in regola con i pagamenti.

L’applicazione e il versamento del deposito cauzionale sono stati regolati con apposita delibera da ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Questo significa che i fornitori, nel richiedere il deposito cauzionale, devono sottostare a determinate regole e limitazioni.

In particolare, l’importo del deposito cauzionale è stato fissato da ARERA a un livello standard per i clienti domestici (domestico residente o domestico non residente). Il costo totale varia infatti secondo scaglioni predefiniti, sulla base del consumo di materia prima relativamente alla fornitura del gas metano, e sulla base della potenza impegnata del contatore per la fornitura dell’energia elettrica.

Al contrario, per i clienti con partita IVA (imprese, aziende, professionisti e così via) l’ammontare complessivo può dipendere dai consumi.

Quando è obbligatorio il deposito cauzionale nel mercato libero

Di per sé, però, non in tutti i casi il cliente è tenuto al versamento del deposito cauzionale: in diversi casi si manifestano delle eccezioni durante la sottoscrizione del contratto. Dunque, quando viene richiesto il deposito cauzionale?

In linea di massima, i depositi cauzionali non sono previsti quando il metodo di pagamento scelto è l’addebito diretto su conto corrente (in banca o in posta).

Vi è poi anche una distinzione a seconda della tipologia di mercato:

  • nel servizio di maggior tutela, il versamento del deposito cauzionale viene richiesto in base alla normativa vigente, qualora il metodo di pagamento non preveda l’addebito su conto corrente, per tutti i contratti, qualunque sia il fornitore che eroga luce o gas;
  • nel mercato libero, invece, il deposito cauzionale può essere richiesto al cliente che paga le bollette con bollettino postale ma soltanto se le condizioni contrattuali lo richiedono espressamente, in base al singolo codice di condotta commerciale (prima di firmare il contratto, quindi, è bene leggere attentamente le condizioni economiche e la documentazione messa a disposizione dal fornitore).

A meno di situazioni particolari, dunque, il deposito cauzionale è richiesto solo in caso di pagamento delle fatture a mezzo di bollettino postale. Anche per questo si può dire che la domiciliazione bancaria è molto più conveniente, pratico e comodo come metodo di pagamento, oltre che per il fatto che consente di accedere a offerte di tipo “web” con tariffe vantaggiose, offre possibilità di risparmio e sconti aggiuntivi e permette di evitare code presso gli uffici postali.

In ogni caso, il deposito cauzionale viene in genere richiesto in tutte le occasioni in cui viene firmato un contratto di fornitura, ferma restando la condizione del metodo di pagamento. Quindi, tra le operazioni per le quali è richiesto, rientrano:

  • la voltura, con la quale si fa richiesta del cambio di intestatario della bolletta. Il nuovo titolare della fornitura firma un contratto per la gestione della fornitura, e dunque deve versare il deposito;
  • il subentro, una procedura molto simile alla voltura, attraverso cui si cambia l’intestatario della fornitura e in più si richiede la riattivazione di un’utenza per cui il precedente inquilino o il proprietario avevano richiesto la sospensione della fornitura. Anche in questo caso, il richiedente deve versare il deposito alla firma del nuovo contratto;
  • la nuova attivazione a seguito di allaccio (o allacciamento), cioè la prima attivazione di una fornitura dopo che gli impianti di casa o dell’impresa sono stati fisicamente collegati alla rete di distribuzione nazionale dell’energia o del gas. Per attivare una fornitura occorre sottoscrivere un contratto con un fornitore e pagare il deposito.

L’unica eccezione è quando il cliente di un certo operatore cambia la propria offerta, ma rimanendo col medesimo gestore. In questo caso, il deposito già versato per la tariffa precedente verrà automaticamente trasferito sul nuovo contratto.

Il deposito cauzionale è quasi sempre addebitato nella prima bolletta utile a seguito della firma del contratto. Alcuni operatori potrebbero emettere una fattura a parte, ma non è la prassi; in altri casi, se il fornitore lo considera rateizzabile, per il deposito si può richiedere la rateizzazione a cadenza mensile dopo un primo acconto, soprattutto nel caso di importi elevati.

Deposito cauzionale: quanto si paga?

Per quanto riguarda poi il costo del deposito cauzionale, occorre sottolineare che esso è regolato e definito nel suo massimo da ARERA.

Come già anticipato, inoltre, è il medesimo sia nel mercato libero che nel mercato tutelato e non cambia da operatore a operatore. Inoltre su di esso non pesano le imposte e altre forme di prelievo fiscale.

Le differenze per il cliente domestico sono tra il deposito cauzionale della luce e quello del gas, dal momento che costituiscono due importi che aumentano o diminuiscono in base a variabili differenti:

  • per l’energia elettrica, il deposito cauzionale ha un costo di 11,50 € al kW (chilowatt, l’unità di misura della potenza), a seconda della potenza del contatore impegnata in base al contratto (e resa dalla lettura o autolettura del contatore). La maggior parte dei clienti domestici ha ancora una potenza standard tradizionale di 3 kW, per cui pagherà al massimo 34,50 € per il deposito;
  • per il gas naturale, invece, la variazione è in base al volume dei consumi, misurato in Smc su anno (cioè standard metro cubo, l’unità di misura del gas). Si parte da 30,00 € fino a 500 Smc/anno, per salire successivamente a 90,00 € da 500 a 1500 Smc/anno e 150,00 € da 1500 a 2500 Smc/anno, fino a 300,00 € per i consumi da 2500 a 5000 Smc/anno. La gran maggioranza delle famiglie ha un consumo che si aggira attorno agli 800-1200 Smc/anno, quindi pagherà 90,00 € di corrispettivo.

Il deposito cauzionale poi può subire alcune modifiche e integrazioni in base a circostanze particolari, per esempio:

  • per i clienti cosiddetti cattivi pagatori, cioè che per più di due volte sono stati morosi, il deposito è raddoppiato per prevenire un mancato pagamento;
  • i clienti finali che percepiscono il bonus sociale (sia bonus elettrico che bonus gas) e ne hanno i requisiti possono chiedere tramite raccomandata una corrispondente riduzione del deposito cauzionale;
  • per i clienti non domestici con consumi superiori a 5000 Smc/anno (imprese, aziende energivore ecc.), il deposito cauzionale è fissato al costo medio di una mensilità di fatturazione.

Quando viene restituito il deposito cauzionale

Il deposito cauzionale non è semplicemente un pagamento alla società di fornitura ma, data la sua natura di garanzia di pagamento, viene restituito quando la sua funzione non è più necessaria, ovvero:

  • quando non occorre più una garanzia per la sicurezza del pagamento in quanto il cliente ha cambiato modalità di pagamento, scegliendo l’addebito diretto su conto corrente bancario o postale. In questo modo, il cliente non potrà più non pagare il proprio debito, in quanto questo verrà pagato in automatico al fornitore dal conto corrente;
  • quando viene rescisso il contratto di fornitura da parte dell’utente. Se invece il contratto è chiuso unilateralmente da parte del fornitore anche senza preavviso, per esempio per morosità del cliente, il deposito naturalmente viene trattenuto;
  • quando il cliente decide di effettuare un cambio del fornitore. In quel caso il deposito cauzionale va restituito e il cliente ne verserà un altro, se richiesto, al nuovo fornitore;
  • quando si effettua una voltura a favore di un nuovo intestatario: il vecchio titolare recupera il proprio deposito, e il nuovo ne versa un altro a proprio nome, inferiore, uguale o superiore a seconda delle circostanze.

Quanto alle tempistiche, da quando avviene la voltura, la rescissione di contratto o dalla data di emissione dell’ultima bolletta, il fornitore ha 30 giorni di tempo per la restituzione del deposito cauzionale.

Il rimborso avviene nell’ultima bolletta, che può essere anche una bolletta di conguaglio nel caso in cui il cliente, avendo un contatore meccanico e non un contatore elettronico, pagasse per consumi stimati.