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  • Come funziona il servizio di tutela?

    Con il servizio di tutela, il cliente ha un contratto con condizioni economiche decise dall’Autorità, anche se può avere un fornitore che opera anche sul mercato libero.

  • Quando terminerà il servizio di maggior tutela?

    Il servizio di tutela, dopo l’ultima proroga nel Milleproroghe del 2019, dovrebbe terminare nel gennaio 2022.

  • Cosa succede se non si passa al mercato libero?

    Non è ancora chiaro cosa accade se il cliente mantiene il contratto con il servizio di maggior tutela fino al gennaio 2022. Probabilmente, a meno di controversie, passerà temporaneamente al servizio di salvaguardia, o con un’altra forma di transizione analoga (p. es. contratto PLACET o Tutela Simile).

Mercato tutelato: che cos'è?

Nel servizio di maggior tutela, il cliente ha un contratto con condizioni commerciali ed economiche stabilite dall’Autorità. Pertanto, è diverso da tutti gli altri contratti del mercato libero, le cui condizioni sono definite esclusivamente dai fornitori.

Quali sono le particolari caratteristiche del mercato di tutela? E soprattutto, che cosa succederà quando il mercato dell’energia verrà completamente liberalizzato? Di seguito verranno riportate tutte le risposte in questa breve guida al mercato tutelato dell’energia.

La definizione di mercato tutelato

Quando si parla di mercato tutelato, o più propriamente servizio di maggior tutela, si fa riferimento ad un particolare regime tariffario, definito in contrapposizione al libero mercato, in cui vige la concorrenza tra le diverse offerte e la competizione tra i vari operatori.

Al contrario, il mercato di tutela è quello normato e stabilito da apposita delibera e dalle direttive di ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ex AEEGSI).

Il servizio di tutela nasce nel 2007, quando avviene la si arriva alla piena liberalizzazione del mercato energetico in Italia dopo il lungo monopolio del mercato unico. Da allora, il cliente titolare di un’utenza può scegliere tra tutti i fornitori sul mercato, ma mantiene comunque la possibilità di rimanere nel medesimo rapporto di fornitura, alle stesse condizioni regolate di cui fruiva in precedenza.

Il servizio di maggior tutela si rivolge sia alle utenze domestiche che a imprese e aziende; queste ultime, per poter usufruire del servizio, devono essere connesse in bassa tensione (al pari di una fornitura domestica) e rispettare determinati requisiti di fatturato e numero di dipendenti.

Per quanto riguarda i fornitori del servizio di maggior tutela, questi coincidono in genere con i distributori locali nel caso dell’energia elettrica, competenti esclusivamente nel proprio territorio, mentre per il gas naturale ogni fornitore del mercato libero può proporre anche delle tariffe con il mercato regolamentato.

In che cosa consiste il mercato tutelato

La peculiarità principale del mercato tutelato sta nel fatto che presenta delle condizioni economiche fissate dall’Autorità, e variabili su base trimestrale in base all’andamento di domanda e offerta e di esportazione e importazione dell’energia sul mercato internazionale.

Ciò significa che qualunque consumatore con il servizio di maggior tutela pagherà l’energia e il gas secondo un prezzo fisso che ARERA aggiorna ogni tre mesi, in base alle variazioni del prezzo tutelato della materia prima all’ingrosso (abbassamenti o innalzamenti dovuti a modificazioni nella produzione o nella vendita di energia).

Lo stesso vale per le condizioni contrattuali, che prevedono forme di tutela standard per i clienti, in maniera simile a quanto avviene con le cosiddette offerte PLACET degli operatori privati (Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela).

Al contrario, nel mercato libero le condizioni economiche e contrattuali sono stabilite liberamente da ogni fornitore per ogni offerta. Questo, per il cliente, comporta una maggiore libertà e potenzialmente un maggior risparmio e un prezzo più conveniente, ma anche una variabilità e una differenza tra tariffe che possono preoccupare il consumatore meno esperto, che potrebbe perciò preferire ancora il servizio di tutela.

Il servizio di tutela è in continua decrescita sul totale delle famiglie italiane. Dal 2007 a oggi, infatti, oltre la metà dei titolari di un contratto di fornitura ha deciso di passare al mercato libero e il totale non accenna a diminuire. Il mercato libero, infatti, offre ai clienti la garanzia di un risparmio sicuro e di offerte personalizzate sulle proprie esigenze. Anche il cosiddetto switching (cioè la quota di cambio del fornitore) vede continui incrementi, segno di una sempre migliore conoscenza delle meccaniche del libero mercato.

Questo dipende anche dall’andamento crescente dei prezzi a maggior tutela. Le variazioni sul lungo periodo dipendono dalla variazione periodica dei prezzi, stabilita da ARERA in base alle oscillazioni del costo della materia prima sul mercato all’ingrosso. A causa delle condizioni economiche globali, tale prezzo variabile è in continuo aumento, e si riflette sulla spesa dei cittadini del mercato tutelato.

In particolare, dal 2011 al 2018 il prezzo regolamentato dell’energia elettrica è cresciuto di una media del 7% annuo circa, mentre per il gas naturale la crescita media è stata più contenuta (circa l’1% all’anno) ma le oscillazioni tra i vari anni sono state molto più forti, causando possibili disagi per il consumatore.

Quando finisce la maggior tutela?

Per il mercato di maggior tutela, a meno di ulteriori aggiornamenti legislativi, la fine è prevista il 1° gennaio 2022; da quella data ufficiale, non sarà più possibile usufruire di un’offerta per luce e gas a condizioni di tutela stabilite da ARERA.

Questo è solo l’ennesimo ed ultimo rinvio della fine della tutela, già rimandata a luglio del 2020 con un emendamento a un disegno di legge del 2018 e ora portata al 2022 con il decreto-legge 162/2019 o decreto milleproroghe.

I continui rimandi e ritardi sono dovuti essenzialmente alla scarsa consapevolezza dei consumatori riguardo al passaggio al mercato libero. Di quella metà (circa) di cittadini italiani che non hanno lasciato il servizio di tutela, è ragionevole pensare che una gran parte lo faccia perché non ha una sufficiente conoscenza dei meccanismi di mercato.

È vero poi che esistono dei vuoti legislativi sulla chiusura del mercato tutelato. Da un lato, infatti, alle continue proroghe non si affiancano iniziative legislative per far conoscere il mercato libero e dare corrette informazioni agli utenti, e dall’altro lato non è ancora ben chiaro che cosa dovrebbe succedere ai clienti del servizio di tutela che, al momento della abolizione dello stesso, non sono ancora passati a un’offerta del mercato libero.

Infatti, nel 2022 i clienti della tutela rischiano di ricevere un messaggio o una comunicazione in bolletta di chiusura e rimanere senza fornitore. Senza dubbio non vi sarà un’interruzione dell’erogazione o un intervento tecnico del distributore come per i clienti morosi.

La soluzione più probabile è un passaggio temporaneo al servizio di salvaguardia senza nessun costo di cambio o sottoscrizione. Si tratta di un servizio erogato dall’esercente unico di salvaguardia, cioè il fornitore che vince la gara organizzata dall’Acquirente Unico, la società garante dell’acquisto e della fornitura di energia elettrica da parte dei piccoli consumatori.

Con il servizio di salvaguardia, però, i costi potrebbero aumentare, oltre che per la normale evoluzione dei mercati al dettaglio, anche per l’applicazione del cosiddetto parametro Omega, una quota di aumento decisa dall’esercente di salvaguardia.

È anche possibile che vi sia un’altra forma di passaggio ordinato al mercato libero attraverso un percorso graduale privo di eccessive pratiche amministrative di sportello, come:

  • un’offerta PLACET di struttura standard con il medesimo o un nuovo fornitore;
  • una tariffa in tutela simile presso una nuova compagnia elettrica o del gas;
  • un sistema di aste intermedie o aste finali tra operatori del mercato libero per i contratti attualmente nel servizio di tutela;
  • un servizio di confronto dei prezzi e consultazione per i consumatori, con un elenco dei venditori abilitati a fini di trasparenza, analogo al Portale Offerte ARERA.

Quel che è certo è che il passaggio effettivo al libero mercato sarà segnato da un’uscita differenziata dalla tutela, organizzata in modo da privilegiare le imprese e i clienti non domestici rispetto ai privati. Lo stesso decreto Milleproroghe del 2019, infatti, ha stabilito che le PMI devono passare al mercato libero già entro il gennaio 2021, un anno prima dei privati, sia pure con la medesima autonomia.

Come prepararsi al mercato libero

Anziché attendere la prossima emanazione della proroga, quindi, è una buona idea prepararsi al passaggio verso il mercato libero già prima della sua scadenza. Può essere una transizione vantaggiosa, purché il cliente segua poche semplici regole:

  • conoscere la differenza tra i due tipi di mercato. È necessario che il maggior numero possibile di consumatori italiani apprenda il funzionamento del mercato libero e del mercato di tutela, allo scopo di rendersi conto delle diverse condizioni dei due e di come l’uno possa essere più vantaggioso dell’altro;
  • delineare il proprio stile di consumo. Le abitudini di consumo variano da persona a persona, da famiglia a famiglia, e solo facendosi un’idea del proprio modo di servirsi delle utenze è possibile orientarsi in direzione di una tipologia di offerta oppure di un’altra. Un esempio? Osservando i dati dei consumi per fasce orarie riportati dal contatore elettronico, il cliente può capire se gli conviene di più un’offerta multioraria o una monoraria;
  • esplorare il mercato libero per conoscere e comparare le diverse offerte e tariffe elettriche e del gas proposte dai vari operatori, ma anche per imparare quali sono le tipologie di offerte che si possono trovare sul mercato. Se il cliente è inesperto e non dedica un po’ del suo tempo a questo tipo di analisi, è molto probabile che avrà delle difficoltà nella fase di passaggio al mercato libero, o che comunque non sfrutterà appieno la possibilità offerta dalla transizione.
  • Come funziona il servizio di tutela?

    Con il servizio di tutela, il cliente ha un contratto con condizioni economiche decise dall’Autorità, anche se può avere un fornitore che opera anche sul mercato libero.

  • Quando terminerà il servizio di maggior tutela?

    Il servizio di tutela, dopo l’ultima proroga nel Milleproroghe del 2019, dovrebbe terminare nel gennaio 2022.

  • Cosa succede se non si passa al mercato libero?

    Non è ancora chiaro cosa accade se il cliente mantiene il contratto con il servizio di maggior tutela fino al gennaio 2022. Probabilmente, a meno di controversie, passerà temporaneamente al servizio di salvaguardia, o con un’altra forma di transizione analoga (p. es. contratto PLACET o Tutela Simile).