Attivazione del gas: guida facile

Quando si arriva in una nuova casa, è possibile che si debba richiedere l’attivazione del contatore del gas. Si tratta di una procedura dai tempi e dai costi variabili, che richiede la sottoscrizione di un nuovo contratto di fornitura e l’intervento del distributore di zona.

 

Ma come funziona in concreto l’operazione di attivazione? Come si fa a richiederla? E quali sono le differenze tra voltura, subentro e attivazione? Ecco tutte le risposte in questa breve guida sull’attivazione del gas.

 

Attivazione gas: cos’è?

L’attivazione del gas è quell’operazione con cui viene attivato o riattivato il contatore del gas e, contestualmente, viene aperta una nuova fornitura di gas naturale per l’abitazione.

 

L’attivazione del gas, quindi, è un’operazione che si effettua quando il contatore del gas è stato chiuso. Ciò può accadere in diverse circostanze e per motivi diversi:

  • trasloco. È il caso più comune. Quando si effettua il cambio di residenza o comunque ci si sposta in una casa nuova, probabilmente si troverà il contatore del gas sigillato e bisognerà chiedere l’attivazione del gas; questo vale sia per le case singole che per i condomini. Questo perché il vecchio inquilino aveva deciso, andandosene, di richiedere la sospensione o la cessazione della fornitura precedente. Di conseguenza è necessario attivare una nuova fornitura a proprio nome;
  • prima attivazione. È la “attivazione” in senso stretto, e si attua per esempio in un’abitazione di recente costruzione nella quale è stato eseguito l’allacciamento del gas, e dunque il contatore è presente, ma la fornitura del gas non è stata attivata in quanto la casa non è stata ancora abitata da nessuno. Perciò, occorre attivare una fornitura ex novo con un venditore a propria scelta;
  • morosità. Se il consumatore non paga le bollette, si trova in uno stato di morosità. La società di fornitura, una volta scaduto il termine per pagare la fattura, avvisa due volte il cliente moroso, la seconda volta anche per mezzo di una raccomandata con ricevuta di ritorno; se nonostante le intimazioni il cliente non riattiva la fornitura, il gestore può decidere di chiudere la fornitura di gas. Pertanto, il contatore deve essere riattivato perché la distribuzione di gas possa avvenire.

 

L’attivazione permette, insomma, di ottenere una fornitura di gas funzionante nella propria casa. Nelle circostanze sopra menzionate, il cliente può richiedere l’attivazione (o la riattivazione) al proprio fornitore, scegliendo tra le offerte e le tariffe che trova più convenienti. Sarà poi il distributore locale a occuparsi materialmente, tramite la mediazione del venditore, dell’attivazione del contatore.

 

Qualora, invece, il contatore del gas non sia mai stato installato, la procedura da fare è chiamata allaccio o allacciamento, e include sia il collegamento fisico dei contatori alla rete di distribuzione, sia l’attivazione del contratto di fornitura.

 

Attivazione del gas: la procedura

La richiesta di prima attivazione del gas, come abbiamo detto, va presentata al fornitore scelto per l’utenza dell’abitazione. Può trattarsi indifferentemente di qualsiasi società di gestione, e l’offerta scelta può essere sia del mercato libero che del mercato tutelato.

 

I documenti e i dati necessari per presentare l’istanza di prima attivazione, tramite apposito certificato o dichiarazione, sono:

  • carta d’identità valida e codice fiscale dell’intestatario della nuova fornitura;
  • indirizzo della nuova fornitura ed eventuale altro recapito per le comunicazioni;
  • recapito telefonico e indirizzo mail del cliente;
  • codice PDR (Punto di riconsegna), ossia il codice univoco che identifica ogni singolo contatore del gas installato (assieme al numero di matricola del contatore stesso), fornito dal distributore al termine della procedura di allaccio e leggibile sul contatore stesso;
  • indicazioni generali sull’utilizzo della fornitura (p. es. riscaldamento, riscaldamento acqua calda sanitaria, cottura dei cibi…).

 

A questo punto, l’attivazione del gas segue alcune fasi specifiche:

  • in primo luogo, se l’attivazione è parte di una procedura di allacciamento, devono essere completati i lavori sull’impianto del gas nell’abitazione. I lavori vanno eseguiti da un tecnico autorizzato a norma di legge e in possesso dei requisiti, dopo aver effettuato un sopralluogo su appuntamento e aver presentato un preventivo;
  • in seguito, il cliente deve fare richiesta di attivazione al fornitore che ha scelto. Può farlo tramite telefono, mail, richiesta agli sportelli, anche sull'area clienti del sito internet;
  • il fornitore invia al cliente i due moduli che vanno compilati e reinviati in parte a cura del cliente, in parte dalla stessa impresa di fornitura e in parte dal distributore. I moduli sono due, l’allegato I/40 e l’allegato H/40, e il loro scopo (come spiegato da una delibera di ARERA, l’Autorità di regolazione energia reti e ambiente) è quello di fornire dati tecnici obbligatori e attestazione di conformità, così da consentire gli accertamenti del funzionamento dell’impianto e il successivo intervento;
  • un tecnico incaricato dall’installatore verifica la correttezza della modulistica e della documentazione fornita dal cliente, così da avere la certezza che l’impianto installato sia a norma;
  • se l’accertamento ha esito positivo, il distributore invia i propri tecnici che procedono all’attivazione. In caso contrario, è necessario che il cliente faccia apportare dal proprio idraulico le modifiche o i suggerimenti segnalati dall'accertatore, successivamente potrà ripresentare la nuova documentazione per proseguire con la richiesta di attivazione.

 

Differenza tra voltura, subentro e attivazione

Capita spesso di confondere le tre diverse procedure di voltura, subentro e attivazione.

 

Il risultato è in ogni caso il medesimo, ossia l’attivazione di una fornitura di gas a carico del cliente. Tuttavia, le tre procedure sono differenti. Nello specifico:

  • la voltura si effettua se si vuole solo cambiare l’intestatario di un’utenza al momento attiva e funzionante, con un contratto di fornitura valido e in corso. Il contatore, naturalmente, è attivo. La voltura si effettua, per esempio, quando ci si trasferisce in un appartamento appena liberato in cui le utenze sono ancora a nome dell’inquilino precedente o sono state volturate al proprietario di casa;
  • il subentro, invece, va richiesto quando è necessario sia cambiare l’intestatario che riattivare la fornitura, poiché il contatore è stato chiuso. In questo caso, la procedura è per molti versi analoga a quella della prima attivazione, perché occorre che il distributore invii un tecnico per dissigillare il contatore. È sufficiente inviare richiesta al fornitore e attendere qualche giorno;
  • la prima attivazione, come abbiamo detto, serve a creare una nuova fornitura a fronte di una nuova installazione di un contatore. Per certi versi si avvicina al subentro, ma è tendenzialmente una operazione più complessa e lunga.

 

Attivazione gas: tempi e costi

Ma quali sono i costi per la prima attivazione del gas? Si tratta di un prezzo variabile, che dipende dalla spesa del distributore locale, e che quindi si differenzia su base territoriale.

 

In linea di massima, tutti i costi sono indicati al cliente nel preventivo su misura che gli viene inviato a seguito dell’allaccio e subito prima dell’attivazione del nuovo contratto di fornitura. Il preventivo includerà sicuramente il costo di 47€ per l’accertamento, più un contributo di portata variabile attorno ai 60-70€, in base alla potenza complessiva degli impianti domestici.

 

Anche i costi di attivazione per le aziende includono tali quote fisse, e dipendono allo stesso modo dal preventivo, variabile a seconda della zona geografica, delle condizioni territoriali e così via. Per questo, anche per le aziende è indispensabile contattare il distributore locale per conoscere il prezzo dell’allaccio.

 

Per quanto riguarda invece le tempistiche di attivazione, occorre innanzitutto tener conto dei tempi dell’allaccio, se questo non è stato portato a termine in precedenza: il che comprende sia i tempi di invio della documentazione che l’installazione vera e propria.

 

Per il resto, bisogna tener conto dell’attività di accertamento, che, se ha esito positivo, comporta l’attivazione della fornitura da parte del distributore entro 10 giorni lavorativi. Se l’esito è negativo, come abbiamo detto, andrà fatto un nuovo accertamento dopo aver risolto le condizioni problematiche impedienti.

 

Non appena tutte le procedure saranno completate nella modalità corretta, la pratica verrà sbrigata e il contatore sarà attivo. A questo punto sarà possibile avere in casa l’erogazione del gas e compiere tutte le normali operazioni previste a livello contrattuale: dal pagamento della bolletta all’autolettura dei consumi, alla richiesta di bonus sociale e agevolazioni, ecc.

 

 

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  • Chi effettua l'attivazione del gas?

    La procedura di attivazione del gas va richiesta alle aziende di fornitura, ma l’esecuzione spetta concretamente ai distributori di zona.

  • Quanto tempo ci vuole per attivare il gas?

    Dipende dagli eventuali lavori ancora da portare a termine e, in seguito, dai tempi tecnici dell’accertamento; solo una volta effettuato quest’ultimo il distributore, entro 10 giorni, attiverà il gas.

  • Quanto costa l'attivazione del gas?

    I costi per l’attivazione del gas sono variabili in base a diversi fattori; comunque vengono sempre indicati nel preventivo del distributore.