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Nome Luce: guida facile al cambio di intestatario

Può capitare in diverse circostanze che il cliente voglia cambiare l’intestatario del contratto di fornitura della luce, cioè il nome di colui che stringe il contratto con il fornitore di energia: per un trasloco in una nuova casa, in una nuova impresa o in una nuova attività commerciale, in caso di decesso del titolare precedente, ma anche soltanto per comodità e per un risparmio nel pagamento all’interno dello stesso nucleo familiare.

Sorgono allora alcune domande: come si fa a cambiare intestatario? Bisogna fare la voltura o il subentro? E quanto costa il cambio per avere la nuova fornitura intestata? Ecco tutte le risposte e le informazioni essenziali in questa guida al cambio intestatario della luce.

Cambiare intestatario: voltura, subentro o attivazione?

Quando si tratta di cambiare nominativo dell’utenza può capitare che il cliente meno esperto confonda i termini, e quindi faccia richiesta al fornitore per una procedura non adatta alla sua necessità. In particolare, la confusione nasce tra voltura, subentro e attivazione della fornitura.

Queste quattro operazioni sulle utenze di luce e gas sono simili tra loro negli effetti finali, ma molto diversi per costi, tempistiche e procedura concreta. In particolare:

  • si richiede al fornitore una voltura quando è necessario un cambio di intestatario del punto di fornitura e di conseguenza della bolletta. Ciò significa che la corrente può essere erogata e l’impianto è perfettamente funzionante, ma a pagare per essa è ancora l’intestatario precedente. Per fare la voltura è sufficiente inoltrare una apposita richiesta al proprio fornitore, pagare quanto dovuto e attendere pochi giorni lavorativi, senza che vi siano interventi diretti e non a distanza sul contatore, e senza interruzione della fornitura;
  • il subentro va richiesto nel caso in cui la fornitura di energia elettrica è stata interrotta, cioè è stato chiuso il contatore e non vi è erogazione di corrente o gas in casa, in azienda o in una attività commerciale. L’effetto che segue la richiesta di subentro è sia il cambio di intestatario, sia la riattivazione dell’utenza;
  • Nel caso di attivazione, non si tratta di un cambio nominativo, ma di una vera e propria creazione di una nuova utenza; questa segue una procedura di allacciamento o allaccio, cioè il collegamento fisico del sistema alla rete di distribuzione nazionale elettrica e l’installazione del contatore. I prezzi e i tempi sono più elevati delle altre due procedure, proprio perché in genere richiede degli interventi e dei lavori aggiuntivi da parte di un tecnico incaricato.
  • Infine, l’attivazione su preposato. Ciò significa che l’allaccio è nuovo, l’erogazione dell’energia avverrà per la prima volta, ma è già stato posato il contatore e quindi è già disponibile un POD.

Si noti che la chiusura del contatore può avvenire per due motivi:

  • su richiesta del titolare precedente: questo potrebbe aver voluto interrompere la fornitura per evitare possibili sprechi dovuti a perdite o errori di fatturazione mentre l’abitazione, impresa o attività commerciale rimaneva disabitata o chiusa per un certo periodo di tempo, o per qualsiasi altra ragione;
  • per morosità del cliente: in quest’ultimo caso, il nuovo intestatario non deve preoccuparsi, poiché la società di vendita si rivarrà soltanto sul cliente moroso per il recupero dei crediti dovuti. Tuttavia, è possibile che la società di vendita richieda dei documenti che accertino la totale estraneità con il punto precedente

Voltura della luce: quanto tempo ci vuole e quanto costa

La procedura più comune di cambio intestatario, che interessa almeno una volta nella vita più o meno tutti i clienti di una fornitura di energia elettrica, è sicuramente la voltura.

Riguardo alle tempistiche per la voltura della luce, occorre dire che i termini sono stati stabiliti e fissati in tutta Italia da ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, con apposita direttiva. Se il fornitore o il distributore, per inadempienza o negligenza, ritardano sui tempi, il richiedente ha la garanzia di ottenere un rimborso automatico a titolo di indennizzo per il ritardo.

La voltura della luce, dunque, avviene al massimo in 7 giorni lavorativi, di cui:

  • 2 giorni lavorativi sono richiesti dal fornitore per poter visionare, prendere in gestione e inviare al distributore la pratica di voltura;
  • 5 giorni lavorativi sono richiesti dal distributore locale per l’aggiornamento dell’anagrafica relativa ai punti di prelievo di energia.

È importante ricordare che durante la voltura il cliente può utilizzare la propria fornitura come meglio crede, a seconda delle proprie esigenze e del proprio modello di consumo impiegando tutti i dispositivi elettrici che desidera, senza preoccuparsi di eventuali addebiti al vecchio titolare.

Infatti, mentre la voltura è in corso non vi sono interruzioni alla fornitura. Inoltre, alla richiesta di voltura il cliente allega anche una lettura del contatore, grazie alla quale il fornitore può sapere quanti consumi devono essere addebitati al vecchio intestatario e quanti invece al nuovo. Il vecchio intestatario riceverà infatti un’apposita bolletta di chiusura, che include la restituzione dell’eventuale deposito cauzionale e la fatturazione di tutti i consumi.

Per quanto concerne invece il costo della voltura, per calcolarlo occorre operare una distinzione in base alla tipologia di mercato:

  • nel mercato libero, la voltura può avere un costo differente in base alle condizioni contrattuali applicate da ciascun fornitore. La componente variabile è detta “spesa per gli oneri di gestione”, “spesa di prestazione commerciale” o “oneri amministrativi” e appunto è a discrezione delle aziende di vendita. Vi è però anche una quota fissa di servizio, costituita da un contributo fisso amministrativo destinato al distributore locale e pari a circa 26,00 € più IVA e dall’imposta di bollo di 16,00 € (non richiesta in tutti i casi);
  • nel servizio di maggior tutela, invece, tutte le componenti di prezzo sono stabilite dall’Autorità secondo la normativa fiscale. Il costo totale della voltura, quindi, è uguale per tutti i fornitori del mercato tutelato ed è pari a 77,00 € circa. Tale importo va suddiviso nel già citato contributo amministrativo di 26,00 € più l’imposta di bollo di 16€ e un ulteriore contributo amministrativo di 23,00 € più IVA.

In più, a parte, occorre registrare che se il cliente desidera pagare le fatture con un metodo diverso dalla domiciliazione bancaria su conto corrente (in genere, cioè, con il bollettino postale), allora in alcuni casi dovrà anche versare un deposito cauzionale. Questo ha un importo stabilito da ciascun fornitore, e viene restituito al momento della rescissione del contratto. Va sottolineato che alcuni fornitori non prevedono un deposito cauzionale per i clienti che desiderano pagare con bollettino.

Come cambiare l’intestazione del contratto di fornitura luce

Per fare una modifica dell’intestatario del contratto di fornitura della luce, occorre fare richiesta al fornitore dell’utenza in questione. È possibile richiedere due tipologie di operazioni: la voltura o il subentro. Nel primo caso si chiede di modificare l’intestatario su una bolletta ancora attiva. Il subentro, invece, prevede la riattivazione di un contatore disattivato precedentemente e si può fare con qualsiasi fornitore. La richiesta può essere formulata secondo varie modalità, attraverso tutti i canali tradizionali di comunicazione con il fornitore: numero verde del servizio clienti, online con app per smartphone o compilazione di un form su portale web, ecc.

Poi, naturalmente, occorre presentare la domanda assieme al contratto sottoscritto con la firma dell’intestatario e a tutta la documentazione e questo va fatto tramite posta ordinaria con raccomandata con ricevuta di ritorno, fax oppure email, preferibilmente posta elettronica certificata (PEC). In alternativa, esistono delle modalità che non prevedono la compilazione di un contratto, come ad esempio il link form o la registrazione vocale. In questi casi è sufficiente inviare l’eventuale modulistica integrativa richiesta (piano casa, dichiarazione sostitutiva di atto notorio, ecc).

È importante inserire tutti i dati richiesti nella domanda di voltura o subentro e nella sottoscrizione del contratto, tra cui:

  • dati anagrafici del nuovo intestatario e del vecchio titolare (nome e cognome, codice fiscale o partite IVA, ecc.), corredati di fotocopia della carta d’identità di entrambi. Il vecchio intestatario deve indicare anche il codice cliente (o numero cliente), mentre il nuovo titolare deve inserire un recapito telefonico, un indirizzo mail e un eventuale indirizzo di fatturazione;
  • autolettura del contatore: in questo modo, il fornitore saprà quali consumi sono da addebitare al vecchio cliente e quali al nuovo;
  • potenza impegnata espressa in kW. In genere sono i tradizionali 3 kW, ma si possono verificare in una vecchia bolletta o sul display dei contatori elettronici;
  • codice POD, il codice univoco di 9 caratteri alfanumerici che identifica il punto fisico in cui è situata la singola fornitura. Anche questo è indicato nella bolletta o sul contatore;
  • codice IBAN se il nuovo cliente richiede la domiciliazione bancaria con addebito sul conto corrente; non è necessario per tutte le altre categorie di pagamento.