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Riduzione bolletta del gas: ecco le agevolazioni della legge 104

Esistono molti bonus fiscali, sotto forma di agevolazioni, incentivi e detrazioni fiscali, che possono essere richiesti nel 2020 e nel 2021 in occasione di ristrutturazioni e lavori nella propria abitazione.

Tra questi rientra anche il bonus mobili ed elettrodomestici, che è stato di recente prorogato, assieme ad altri, anche per il 2021. Vediamo, in questa nostra guida, di che cosa si tratta, per quali tipologie di elettrodomestici si può richiedere e come si fa a ottenerlo.

Bonus mobili ed elettrodomestici: proroga al 2021 e cosa cambia

In base al documento programmatico relativo alla nuova legge di bilancio, il bonus mobili ed elettrodomestici è stato prorogato al 2021 con condizioni uguali: l’aliquota rimane al 50% relativamente ai costi per arredare un edificio (casa, appartamento…) dopo la ristrutturazione, fino a 10.000 euro al massimo.

Ricordiamo che il bonus mobili consiste in una detrazione IRPEF al 50% totale, garantita per l’acquisto, appunto di mobili o di elettrodomestici necessari all’arredamento a seguito di una ristrutturazione dell’immobile.

Questo significa che, indipendentemente dalla data di pagamento, i lavori devono essere sempre cominciati prima della data di acquisto dei mobili o degli elettrodomestici per i quali si richiede il bonus. Questa è la limitazione più importante: per il resto, i mobili o gli elettrodomestici possono anche essere acquistati a parte, e servire per l’arredamento di locali o edifici differenti.

Una precisazione va fatta per il bonus mobili ed elettrodomestici per il condominio. In questo caso, se la ristrutturazione viene effettuata sulle parti condominiali (scale, guardiole ecc.) allora ciascun condomino ha diritto alla propria parte di detrazione in relazione ai millesimi della propria quota; se invece i lavori sono destinati a parti private dell’abitazione, il bonus non può essere richiesto.

Assieme al bonus mobili sono stati prorogati altri incentivi per il 2021, tra i quali:

  • l’ecobonus, che prevede una detrazione al 50% oppure al 65%, a seconda dei casi, per gli interventi di efficientamento o risparmio energetico fino a 100.000 euro;
  • il bonus facciate;
  • il bonus ristrutturazioni al 50% su un massimo di 96.000 euro. Come l’ecobonus va suddiviso in 10 rate annuali di uguale importo, altrimenti si può richiedere la cessione del credito o lo sconto in fattura;
  • il bonus verde;
  • il bonus caldaie per la sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento o produzione di acqua sanitaria con una caldaia a condensazione o a sistema misti (anche con fonti rinnovabili come pompa di calore o fotovoltaico);
  • il sismabonus;
  • il bonus condizionatori per gli impianti di raffrescamento e condizionamento estivo.

Attenzione al superbonus al 110%: anche se non c’è stata la proroga effettiva, sembra che sia in vigore anche per il 2021.

Detrazione fiscale elettrodomestici: tipologia dei lavori di ristrutturazione

Per ottenere il bonus elettrodomestici e mobili è necessario effettuare preventivamente determinati lavori di ristrutturazione, tra i quali sono ammessi:

  • per le parti comuni di edifici residenziali (es. condomini): manutenzione ordinaria o straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione. Sono inclusi quindi lavori come l’installazione di ascensori, la realizzazione di servizi igienici, la sostituzione degli infissi, il rifacimento delle scale e così via. Nei condomini, è possibile ottenere l’agevolazione anche nel caso in cui i beni acquistati col bonus siano destinati ad ambiente o locali differenti rispetto a quelli che vengono ristrutturati;
  • per lavori di restauro, risanamento o ristrutturazione su interi immobili, purché siano eseguiti da imprese o cooperative che vendano l’edificio entro un anno e mezzo dalla data di conclusione dei lavori;
  • per i lavori di ricostruzione o ripristino di un edificio che sia stato danneggiato, per qualsiasi entità, a seguito di una calamità naturale per cui era in vigore lo stato di emergenza;
  • per i singoli appartamenti: lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento, ristrutturazione. Sono esclusi quindi tutti gli interventi di manutenzione ordinaria, come la tinteggiatura, il rifacimento di infissi o intonaci ecc.

Attenzione alle specifiche esclusioni previste dal decreto: non si può accedere al bonus per lavori di costruzione di box, posti auto o simili, né per la realizzazione di interventi atti alla prevenzione del rischio di illeciti da parte di terzi.

Come fare per ottenere la detrazione fiscale per gli elettrodomestici

Per poter ottenere il bonus mobili ed elettrodomestici è sufficiente riportare, nella propria dichiarazione dei redditi o modello 730, tutti i costi sostenuti e le varie spese (purché ovviamente il contribuente richieda la detrazione per costi di recupero del patrimonio edilizio).

Si ricorda che si può richiedere la detrazione fino al 50%, anche per il 2021, relativamente all’acquisto di mobili, arredi, elettrodomestici per tutti gli edifici che vengono contemporaneamente ristrutturati. Nella richiesta, come vedremo, possono essere inclusi la stragrande maggioranza dei mobili e degli elettrodomestici, purché rispettino determinate condizioni minime (una di queste è la classe energetica, almeno A oppure A+).

Per quanto riguarda la forma del bonus, esso deve essere ripartito in 10 quote annuali. Le rate devono essere di pari importo, e la spesa totale su cui vengono calcolate non può superare l’ammontare complessivo di 10.000 euro.

Se la detrazione non viene utilizzata, interamente o in parte, la rimanenza non può essere trasferita. Questo vale anche in caso di decesso del contribuente che ha goduto dell’agevolazione, oppure di vendita o cessione dell’immobile oggetto dei lavori.

Attenzione però: nel caso in cui un contribuente effettui dei lavori o degli interventi di ristrutturazione su più edifici o unità immobiliari, può avere diritto al bonus più volte, nel caso le condizioni vengano rispettate. Nel dubbio, si rimanda alla guida ufficiale, pubblicata dall’Agenzia delle Entrate, per saperne di più.

Nella guida si possono verificare anche le tipologie di lavori che fungono da requisito per l’accesso al bonus, come quelli di manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia ecc.

Importante anche l’utilizzo di Dia, Scia, Cil, Cila (o autocertificazione/dichiarazione sostitutiva equivalente) allo scopo di documentare l’inizio dei lavori, nel caso in cui questi siano in edilizia libera.

Mobili ed elettrodomestici che danno diritto alla detrazione fiscale

Per quanto riguarda la tipologia di elettrodomestici o mobili per i quali può essere richiesto il bonus, si ricorda che, in base ai requisiti, questi devono essere considerabili necessari per completare l’arredamento dell’edificio appena restaurato o ristrutturato.

Questo implica che sono inclusi, per esempio, tutti gli elettrodomestici della cucina, i letti e i materassi, i tavoli, i divani, le sedie e così via. Sono invece esclusi alcuni pezzi di arredo non considerabili mobili o elettrodomestici, come il pavimento, le porte, gli infissi, le finestre e così via.

Per quanto riguarda gli elettrodomestici, è posto un requisito sulla classe energetica, che deve essere A+ o superiore (unica eccezione i forni, per i quali è sufficiente la classe inferiore A). Questa condizione si applica a tutti gli elettrodomestici, come frigorifero, lavatrice, lavasciuga, lavastoviglie ecc.

Allo scopo di rientrare nei requisiti della detrazione mobili ed elettrodomestici, è essenziale utilizzare il metodo di pagamento corretto, ossia o il bonifico bancario o la carta di pagamento (carta di credito o carta di debito). Non sono accettati come metodo di pagamento i contanti, gli assegni bancari o altri mezzi non tracciabili. Questo vale per il pagamento di tutte le spese: oltre a quelle di acquisto, anche quelle di trasporto, montaggio, smontaggio, manodopera, smaltimento ecc.

È consentito invece il finanziamento a rate, purché l’azienda o la società che eroga concretamente il finanziamento renda il corrispettivo dovuto attraverso il metodo di pagamento corretto (di nuovo, bonifico o carta di pagamento). Se il contribuente sceglie il finanziamento a rate, allora l’anno in cui la spesa è da considerarsi sostenuta a fini fiscali è l’anno in cui la finanziaria effettua il pagamento.

Per poter ottenere il bonus è necessario conservare tutta la documentazione e la modulistica necessaria. Bisogna conservare, in particolare, tutte le fatture di acquisto di mobili o elettrodomestici che certifichino la tipologia, la qualità e la quantità degli stessi; ma anche la ricevuta dei bonifici, di versamento bancomat o di avvenuta transazione per le carte di pagamento, nonché quelle che attestano ogni addebito sul conto corrente.

Si ricorda infine che il contribuente, per poter ottenere il bonus elettrodomestici e mobili, deve effettuare preventiva comunicazione all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori. La modalità di comunicazione, salvo casi eccezionali, dev’essere quella tramite apposito form sul sito internet, riportando codice fiscale e altri dati utili.

Sono esclusi dalla comunicazione a ENEA alcuni tipi di acquisti. In particolare, è necessario comunicare soltanto gli acquisti di grandi elettrodomestici come frigoriferi, asciugatrici, congelatori, piani cottura elettrici, forni, lavatrici ecc. Sono esclusi quelli più piccoli come ventilatori, forni a microonde, radiatori elettrici, piastre riscaldanti, sistemi di illuminazione, stufe elettriche a bassa potenza e simili apparecchi elettrici.