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FAQ correlate:
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Come si richiede la detrazione per l’impianto elettrico?
La detrazione si richiede nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), indicando i dati catastali dell'immobile. I lavori vanno pagati con bonifico parlante bancario o postale. Serve la comunicazione preventiva all'ASL quando obbligatoria; la trasmissione dei dati all'ENEA solo per gli interventi con risparmio energetico.
È possibile richiedere la detrazione per l’impianto elettrico senza ristrutturazione?
Sì. La sostituzione o la messa a norma dell'impianto elettrico è manutenzione straordinaria, anche senza opere murarie visibili (Guida Agenzia delle Entrate, ed. Febbraio 2026). Rientra quindi nel Bonus Ristrutturazione dell'art. 16-bis del TUIR ed è detraibile come intervento singolo, senza una ristrutturazione completa dell'immobile.
Quali documenti servono per la detrazione dell'impianto elettrico?
Servono la DiCo (Dichiarazione di Conformità) o, in sua assenza, la DiRi (Dichiarazione di Rispondenza), le fatture e le ricevute dei bonifici parlanti. Vanno conservate anche le abilitazioni amministrative o la dichiarazione sostitutiva, la delibera assembleare per i condomìni e la comunicazione ASL, se obbligatoria.
Quanto si detrae per il rifacimento dell'impianto elettrico nel 2026?
Per le spese 2026 la detrazione è del 50% sull'abitazione principale, riservata a proprietari o titolari di diritto reale di godimento. Negli altri casi è del 36%. Il tetto di spesa è 96.000 euro per unità immobiliare, in 10 rate annuali. Dal 2027 le aliquote scendono al 36% e 30%.