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  • Quanto si paga l'energia elettrica a kW?

    Il costo di 1 kW di energia elettrica varia a seconda della tipologia di mercato e, nel mercato libero, anche in base all'offerta e al fornitore scelti.

  • Quale gestore di energia elettrica è più conveniente?

    Nel mercato libero, ogni fornitore offre tante tariffe differenti, spesso con prezzo bloccato, bonus e sconti particolari; non esiste un'offerta migliore in assoluto, ma soltanto una più o meno adatta ai bisogni dell'utente.

  • Come risparmiare sul costo dell'energia elettrica?

    Per risparmiare è opportuno, innanzitutto, scegliere l'offerta più adatta a sé. Poi, se l'offerta è bioraria, occorre sfruttare al meglio le fasce orarie. Infine, bisogna prestare attenzione ai consumi totali e a quelli dei singoli elettrodomestici.

Costo energia elettrica: quanto costa un kwh?

L'importo totale della bolletta, com'è noto, non si compone solo di consumi effettivi, ma anche di costi di gestione e manutenzione da parte del fornitore e di imposte. Ma, senza dubbio, un ruolo fondamentale nella definizione del prezzo della bolletta lo ricopre il costo dell'energia elettrica.

Il kilowattora (kWh), ovvero la quantità di energia consumata in un lasso definito di tempo, ha un costo che varia da cliente a cliente, a seconda del l’offerta  stipulata con il proprio fornitore.

Per questo motivo è fondamentale valutare bene il costo dei kWh: scegliere un fornitore con un'offerta vantaggiosa sulla base delle proprie esigenze di consumo permetterà di contenere il prezzo medio in bolletta e risparmiare una cifra importante nei pagamenti dell'energia elettrica.

Cos'è un kWh?

Il kWh è un'unità di misura, che serve a valutare la quantità di energia elettrica utilizzata che sarà poi fatturata in bolletta. Tecnicamente si tratta dell'energia assorbita in 1 ora da un apparecchio che ha la potenza di 1 kilowatt (kW), cioè 1.000 Watt.

Ogni apparecchio elettrico ha una certa potenza, in Watt o in kilowatt; per esempio, un’aspirapolvere o un asciugacapelli possono avere una potenza di 800 Watt, mentre un forno o una lavatrice possono arrivare anche a 1.500 Watt (o 2 kW), ma anche oltre. Utilizzare per 1 ora un elettrodomestico che consuma 1.000 Watt porterà dunque a consumare 1 kWh; lo stesso vale per un apparecchio da 500 Watt usato per 2 ore, e così via.

Il contatore elettronico della luce, grazie ai propri componenti interni per il conteggio dei dati, registra i kWh nelle varie ore del giorno, cioè a seconda della fascia della giornata in cui vengono utilizzati (e, tramite il distributore, invia il dato al fornitore).

Le fasce orarie utilizzate dagli operatori sono:

  • F1 per le ore di punta, ovvero dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00 escluse le festività nazionali;
  • F2 per le ore intermedie, ovvero dal lunedì al venerdì dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00 e il sabato dalle 7:00 alle 23:00;
  • F3 per le ore fuori punta, ovvero dal lunedì al sabato dalle 23:00 alle 7:00 e tutta la giornata della domenica e dei giorni festivi.

 

Queste tre fasce sono visualizzate sul display del contatore della luce;

 

  • F23, che comprende le ore di F2 e F3, dunque sera e weekend;
  • F0, per le offerte in fascia unica.

Queste ultime due fasce di consumi sono identiche per tutti i fornitori.

Il prezzo del kwh

Il costo di un kWh, in Italia, dipende fortemente dal mercato. Ovvero se il fornitore con cui si è stipulato il contratto opera sul mercato libero o, invece, su quello tutelato.      

I fornitori del mercato regolamentato sono obbligati ad applicare al kWh il costo imposto dall'Autorità e aggiornato ogni trimestre, mentre i fornitori che operano nel mercato libero possono decidere autonomamente il prezzo da applicare al kWh.

Il mercato dell'energia elettrica in Italia è stato liberalizzato nel 2007, quindi è possibile rivolgersi ad un'azienda non appartenente al mercato a maggior tutela per la propria fornitura elettrica da poco più di 10 anni. Questo ha permesso che si presentassero sul mercato una varietà più ampia di fornitori, con una competizione finalizzata ad offrire la miglior offerta per la materia prima energia al potenziale cliente, che comprende un buon prezzo ed un servizio efficiente.

Nel mercato libero i prezzi di un kWh cambiano quindi a seconda del tipo di offerta proposta, spesso sono molto diversi tra loro e sono comprensivi di servizi inclusi e vantaggi abbinati, oltre che, in alcuni casi, uno sconto variabile a seconda delle condizioni. Per questo motivo è impossibile stabilire un valore fisso al kWh nel mercato libero.

Da cosa dipende il prezzo di un kWh

Il prezzo dell'elettricità è composto da un insieme di fattori, primo fra tutti il PUN, Prezzo Unico Nazionale, che, a sua volta, dipende da più variabili, come il prezzo del petrolio e del gas metano, la produzione di energia da fonti rinnovabili e dalla richiesta di energia elettrica.

Su queste variabili il consumatore non ha molte possibilità di intervento, ma può intervenire scegliendo l'offerta più vantaggiosa che i vari fornitori possono offrirgli, soprattutto in merito al costo del kWh.

Molti fornitori propongono offerte a prezzo fisso in alternativa a quelle a prezzo variabile, dove, cioè, il prezzo di un kWh è fissato e sottoscritto dalle condizioni contrattuali, in modo che il cliente sarà, così, al riparo da un'eventuale evoluzione del prezzo dovuta a cambiamenti nel mercato elettrico per tutto il ciclo di consumo annuale.

Il costo dell'energia può anche essere calcolato secondo un prezzo al metro quadro e dipendere quindi da fattori come le caratteristiche strutturali dell'impianto, ovvero:

  • la classe energetica dell'edificio e degli elettrodomestici;
  • l'isolamento termico della struttura;
  • il numero delle persone che abitano l'edificio;
  • le opportunità di ristrutturazione e miglioramento dell'efficienza energetica;
  • la qualità e quantità di elettrodomestici o degli impianti aziendali utilizzati  (come lavastoviglie, frigorifero e congelatore, asciugacapelli, forno elettrico, lavatrice e molti altri);
  • le abitudini di consumo e i comportamenti virtuosi di chi abita la casa;
  • il fornitore con cui si è stipulato il contratto.

Altri fattori di influenza sono poi il tipo di contratto di fornitura (a differenza che si tratti di clienti domestici o clienti residenziali) il consumo annuo del nucleo familiare, l'utilizzo del termostato e del riscaldamento, la presenza di impianti per energie rinnovabili come il fotovoltaico, la potenza impegnata per il prelievo di corrente.

Tariffa monoraria e tariffa bioraria

Nello stipulare il contratto, il cliente può scegliere se applicare una tariffa monoraria o bioraria, in base alle abitudini quotidiane e all'uso domestico della corrente elettrica da cui possono derivare vantaggi economici e risparmio in bolletta. Ecco allora le principali differenze tra le due tariffe differenziate per fasce orarie:

  • nella tariffa monoraria non ci sono differenze sostanziali in base all'orario in cui si utilizza l'elettricità, e, di conseguenza, non ci sono particolari risparmi. Si tratta di un'offerta che può risultare interessante per chi rimane a casa tutto il giorno e quindi utilizza gli elettrodomestici a ogni ora o per un’azienda con consumo costante durante l’arco della giornata; lo stesso vale per una famiglia numerosa, che non può concentrare i consumi nelle fasce serali;
  • stipulando una tariffa bioraria, invece, l'utente finale può risparmiare concentrando l'utilizzo di energia elettrica nelle cosiddette fasce 2 e 3 (F23), ovvero dalle 19:00 alle 8:00 n     ei giorni feriali  e senza limiti orari, invece, nei giorni festivi.. Questo tipo di tariffe è conveniente, invece, per chi sta fuori di casa tutto il giorno o per chi, comunque, riesce a concentrare la maggior parte dei propri consumi alla sera o per un’azienda o un’impresa che consuma prevalentemente in quest’arco temporale.

La tariffa bioraria è conveniente soprattutto per quanto riguarda i fornitori del libero mercato. Nel mercato libero, infatti, la differenza tra i prezzi in fascia F1 e quelli in fascia F2 e F3 può essere decisamente più ampia rispetto a quella del mercato a regime tutelato (sempre a seconda dell'offerta). Questo grazie alle condizioni economiche e alle dinamiche diverse, derivate dalla concorrenza e dalla varietà dei distributori. Il che, dunque, rende il passaggio al libero mercato ancor più conveniente.

  • Quanto si paga l'energia elettrica a kW?

    Il costo di 1 kW di energia elettrica varia a seconda della tipologia di mercato e, nel mercato libero, anche in base all'offerta e al fornitore scelti.

  • Quale gestore di energia elettrica è più conveniente?

    Nel mercato libero, ogni fornitore offre tante tariffe differenti, spesso con prezzo bloccato, bonus e sconti particolari; non esiste un'offerta migliore in assoluto, ma soltanto una più o meno adatta ai bisogni dell'utente.

  • Come risparmiare sul costo dell'energia elettrica?

    Per risparmiare è opportuno, innanzitutto, scegliere l'offerta più adatta a sé. Poi, se l'offerta è bioraria, occorre sfruttare al meglio le fasce orarie. Infine, bisogna prestare attenzione ai consumi totali e a quelli dei singoli elettrodomestici.