Warning

Warning

Invalid configuration found. Contact the administrator.

 
Warning

Warning

Invalid configuration found. Contact the administrator.

 
Warning

Warning

Invalid configuration found. Contact the administrator.

 
Warning

Warning

Invalid configuration found. Contact the administrator.

 

Tariffa monoraria o bioraria: quale conviene?

Come sanno bene i titolari di una fornitura di luce e gas, esistono due tipologie di tariffe dell’energia elettrica basate su fasce orarie, la monoraria e la bioraria (senza contare la multioraria, meno diffusa). Entrambe hanno caratteristiche diverse e si rivolgono a utenti diversi.

Ma, in generale, quale tariffa conviene di più? E come fare a distinguere bene tra le due? Ecco tutti i consigli e le informazioni utili nella nostra guida alle tariffe per fascia oraria.

Fasce orarie e tariffe: come funzionano

Chi ha un’offerta con differenza tra fasce orarie paga di più per uno stesso kWh di energia elettrica durante certe ore della giornata (o fasce orarie, appunto) che in altre, e durante certi giorni anziché in altri: questa è l’idea essenziale che sta dietro al concetto di tariffa per fascia oraria.

Una distinzione, quella tra le fasce orarie, dovuta essenzialmente a motivi connessi alla rete di distribuzione dell’energia sul territorio nazionale. Per rendere migliori l’equilibrio e la tenuta del sistema, evitando sovraccarichi o guasti, si è deciso di spingere i clienti della fornitura di luce a consumare maggiormente durante le ore in cui c’è meno richiesta da parte delle attività produttive.

Parallelamente, quindi, la divisione per fasce orarie, può offrire un risparmio per i titolari di un’utenza luce. Se riescono a evitare di attivare gli elettrodomestici di giorno e concentrare i consumi nelle ore fuori punta con un’offerta bioraria, possono riuscire a risparmiare una certa quota mensile (d’importo variabile secondo alcune condizioni) sul totale della bolletta.

Coniugando queste due esigenze, dunque, ARERA (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) ha stabilito che la suddivisione per fasce orarie fosse unica e omogenea per tutti gli operatori, sia nel mercato libero che nel servizio di maggior tutela, così da proteggere i diritti dei consumatori a conoscere con la massima trasparenza le proprie offerte.

In questo modo, da un lato è possibile evitare la saturazione nelle linee dei servizi di distribuzione, e dall’altro si garantisce al cliente che una possibilità di risparmio e l’opportunità di scegliere l’offerta più adatta alle proprie esigenze.

Le fasce orarie, quindi, sono sempre uguali, e chi non le conosce o non le ricorda le può ritrovare sia nella bolletta della luce, in genere alla seconda pagina, dove vengono riportate estesamente sia le fasce orarie che i consumi dell’ultimo periodo di fatturazione (mese, trimestre…) ripartiti secondo le fasce, oppure anche sul contatore elettronico. I contatori elettronici, sempre più diffusi e in via di sostituzione in tutte le case italiane, prevedono la possibilità di visionare sul display digitale tutti i dati dei consumi suddivisi per fasce orarie, nonché la fascia oraria corrente, e grazie alla telelettura offrono l’accesso alle stesse informazioni anche al fornitore, che così potrà fatturare correttamente i consumi al cliente.

Fasce orarie: quante e quali sono

Ci sono tre tipologie di fasce orarie, più due fasce orarie in senso improprio:

  • la fascia oraria F1 è la fascia delle ore di punta, quelle in cui c’è maggior domanda di corrente e la spesa, dunque, è maggiore. Copre tutti i giorni feriali, dalle 8.00 alle 19.00 dal lunedì al venerdì;
  • la fascia oraria F2 è detta invece fascia delle ore intermedie, in cui l’uso della rete è appunto più moderato che nella fascia precedente. Va dalle 7.00 alle 8.00 e dalle 19.00 alle 23.00 dal lunedì al venerdì, mentre di sabato copre l’intera giornata (dalle 7.00 alle 23.00);
  • la fascia oraria F3 è la cosiddetta fascia delle ore fuori punta, in cui i consumi sono più bassi e il prezzo è radicalmente inferiore. Include tutte le ore rimaste scoperte, dunque tutte le notti (dalle 23.00 alle 7.00) e le intere giornate festive, incluse le domeniche e le festività nazionali anche infrasettimanali (p. es. il Natale, la festa della repubblica…);
  • la fascia oraria F23 non è una vera e propria fascia oraria a sé stante, ma racchiude le due fasce precedenti (è detta infatti anche fascia F2-F3), quindi include tutti i festivi e le ore dalle 19.00 alle 8.00. Si tratta di una fascia impiegata in maniera convenzionale dai fornitori per chiarire meglio ai clienti quali sono le ore meno costose nelle tariffe biorarie;
  • la fascia oraria F0, che è definibile fascia oraria solo in senso fortemente improprio, in quanto include tutte le ore quando il cliente ha un’offerta monoraria: di fatto, equivale a dire che c’è un unico costo per tutti i consumi, com’è appunto per le tariffe monorarie.

Quali sono le tariffe per fasce orarie?

Quasi tutti i fornitori offrono differenti tariffe in base alle fasce orarie. Le possibilità sono:

  • tariffa monoraria. È una delle più diffuse, l’offerta tradizionale che non prevede distinzioni tra i costi dell’energia nei diversi periodi (inizialmente era anche l’unica offerta possibile, prima dei moderni contatori in grado di rilevare i consumi nelle diverse fasce orarie). Il consumatore è libero di utilizzare tutta l’energia quando vuole al medesimo prezzo fisso;
  • tariffa bioraria. Anche questo tipo di offerta è molto apprezzato dai clienti domestici, soprattutto da quanti hanno la possibilità di concentrare il maggior numero dei propri consumi nelle fasce orarie intermedie e fuori punta. L’offerta bioraria prevede infatti un minor costo energetico durante la fascia F23;
  • tariffa multioraria o trioraria. In genere, si tratta di un’offerta riservata ai clienti business o aziendali, specialmente le aziende di grandi dimensioni. In questo caso i consumi sono distinti non su due sole fasce orarie, ma su tutte e tre, F1, F2 e F3.

Ma da cosa dipendono le fasce orarie? Essenzialmente, sono nate per rispondere alla variabilità dei prezzi nel mercato all’ingrosso dell’energia, da cui ogni venditore si rifornisce.

La variabile principale in gioco è il consumo delle aziende, soprattutto quelle grandi ma anche le piccole imprese, gli uffici, i negozi e così via, che tendono a consumare soprattutto durante le ore diurne dei giorni lavorativi, in quella che è stata poi definita fascia F1. Questo significa che i consumi sono più elevati, così come la domanda; al contrario, nelle fasce F2 e soprattutto F3 la domanda cala assieme ai consumi, e per questo il fornitore può permettersi di offrire l’energia ai propri clienti a un prezzo minore.

Quale tariffa scegliere per risparmiare?

In genere, la tariffa bioraria garantisce un certo risparmio ai clienti più attenti. Lo scopo della distinzione in fasce orarie è anche questo: premiare i consumatori che spostano i loro consumi in fasce meno utilizzate con uno sconto e un risparmio in bolletta.

Tuttavia, non bisogna dimenticare che non tutte le tariffe vanno bene per ogni cliente. Ogni cliente e ogni famiglia, infatti, presenta le proprie particolarità, le proprie esigenze e le proprie abitudini di consumo elettrico, di cui occorre tener conto nel determinare la tariffa migliore: non basta un semplice confronto.

Ci sono tante variabili dietro la possibilità di risparmiare, infatti, che comprendono anche i bonus dell’offerta, le condizioni del contratto, e la tipologia di mercato: il mercato libero è, in genere, più conveniente in assoluto, e a maggior ragione per quanti scelgono una tariffa bioraria, in quanto la forchetta di prezzo tra fascia F1 e fascia F23 è mediamente maggiore che nel servizio di tutela.

Si può dire che, al fine di poter ottenere un risparmio significativo attraverso una tariffa bioraria, il cliente dovrebbe spostare almeno il 60-70% dei consumi in fascia F2 o F3. Non è un’operazione da poco: significa, molto spesso, modificare radicalmente i propri usi domestici, spostando gli orari per la lavatrice, la lavastoviglie, l’aspirapolvere e così via. E talvolta un progetto simile è proprio impossibile, magari per incompatibilità con gli orari lavorativi, o magari per la presenza di troppe persone in una casa.

Pensiamo, per esempio, alla situazione tipo in cui la tariffa bioraria può essere conveniente: deve trattarsi di una famiglia in cui la maggior parte dei componenti stiano fuori di casa durante il giorno, oppure in cui un solo componente rimanga a casa ma non utilizzi elettrodomestici con potenza elevata. I lavori domestici devono essere spostati il più possibile nel fine settimana o di sera, soprattutto se particolarmente dispendiosi in termini di energia. Un altro caso è quello di chi usa il fotovoltaico, che fornisce energia soprattutto in fascia F1.

Per contro, ci sono molti casi in cui anche la tariffa monoraria può permettere di risparmiare rispetto alla bioraria. Si pensi, per esempio, alla situazione di una famiglia con diversi membri, di più generazioni, tale per cui qualcuno si trova sempre a casa nelle ore della fascia F1, e deve per forza svolgere qualche lavoro domestico (lavatrice, stirare…); lo stesso accade in altre circostanze, come un gruppo di studenti fuorisede che coabitano in un appartamento. In questi casi, concentrare i consumi nelle fasce serali è praticamente impossibile, quindi la tariffa monoraria è più conveniente.