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  • Che cos'è il coefficiente C?

    Il coefficiente C è un coefficiente di conversione con il quale i valori del gas consumato viziati dalla temperatura e dalla pressione vengono riportati allo standard metro cubo (Smc).

  • Come funziona il coefficiente C?

    Il coefficiente C si calcola attraverso una formula matematica che tenga conto dell'altitudine e della temperatura media della zona di residenza, e viene poi moltiplicato per il consumo misurato dal contatore per ottenere il valore in Smc.

  • Come si calcola un metro cubo di gas?

    Il gas consumato dall'utente viene fatturato in standard metri cubi (Smc), ottenuti moltiplicando il dato grezzo del consumo per il coefficiente C relativo al comune di residenza.

Gas: come calcolare il coefficiente C

L'importo totale della bolletta del gas si compone di vari fattori, tra cui il costo del gas naturale, il trasporto e la manutenzione del contatore e le imposte: è possibile dunque verificare l’effettiva portata dei consumi procedendo con un’autolettura del contatore, per accertarsi che il conteggio sia corretto e che le bollette siano effettivamente congrue alla quantità di consumi.

Nella sezione della bolletta dedicata agli approfondimenti si può trovare una voce, indicata come coefficiente C, che rappresenta un calcolo effettuato per  convertire in fattura le spese effettive, altrimenti influenzate da fattori fisici e geografici, come le condizioni variabili del territorio o del clima, a seconda che ci si trovi in inverno o in estate, e quindi le caratteristiche atmosferiche e altimetriche, che possono variare il volume del gas e, dunque, l’effettiva quantità di consumi.

Vediamo che cos’è il coefficiente C, qual è la sua applicazione e come calcolarlo.

Che cos’è il coefficiente C nella bolletta del gas

Il consumo di gas che è attestato sulla bolletta può talvolta essere influenzato da diversi fattori, in particolare i fattori ambientali che modificano la consistenza del gas variandone la fatturazione rispetto all’effettiva quantità di consumi.

Le condizioni climatiche e la posizione geografica della casa o dell’impresa sono due aspetti che fanno variare  la misura del consumo di gas: l’altitudine e la pressione che si registrano nell’area circostante il contatore possono modificare lo stato del gas, intervenendo sulla sua densità e rarefazione, e alterando quindi la quantità di consumi registrati. Questo implica che la quantità di gas presente in un metro cubo sia diversa a seconda della stagione in corso e che l'immobile o l’impresa si trovi in città, in montagna o al mare.

In particolare, a subire delle modifiche nella densità sono gli elementi che solitamente fanno parte del gas naturale utilizzato per il riscaldamento e in generale per uso domestico o per altri utilizzi, rendendolo una miscela gassosa: metano, che costituisce la maggior parte del gas; altri gas come etano, propano, butano, anidride carbonica e azoto, presenti ognuno in piccola quantità, e mercaptani, sostanze chimiche che, per ragioni di sicurezza, danno al gas un odore ben riconoscibile e rilevabile. In natura, infatti, il gas non ha odore, e sarebbe difficile accorgersi di eventuali situazioni di perdita e quindi di pericolo.

Queste differenze non sono automaticamente rilevate dal contatore, che non è in grado di stimare il cambiamento nello stato del gas, ma si può comunque provvedere a considerare queste variazioni per pagare un prezzo standardizzato in bolletta. Proprio per questo è importante affidarsi al calcolo del coefficiente C, che riporta i consumi di gas alterati da specifiche condizioni di altitudine e pressione ai consumi che si sarebbero ritrovati in condizioni standard, in una sorta di processo di conversione che stabilizza l’equità dei consumi su tutto il territorio nazionale, normalizzando le tariffe per metro cubo di gas.

Questa normalizzazione è stata introdotta da ARERA, l’Autorità di regolazione per energia rete e ambiente, che ha imposto l'obbligo di calcolare questo coefficiente di trasformazione per offrire ai consumatori delle tariffe adeguate ai consumi effettivi in qualsiasi stagione e area geografica si trovino.

La temperatura che si prende in considerazione per il calcolo della tariffa base a livello nazionale è di 15° C e il livello di pressione deve attestarsi sui 1,01325 bar. In questo modo è possibile uniformare il costo dei consumi senza creare situazioni di diseguaglianza dovute al clima e alla posizione geografica.

A cosa serve il coefficiente C del gas

La presenza nella bolletta del coefficiente C è importante perché si tratta di un calcolo che adegua il consumo effettivo registrato dal contatore ed è misurato in metri cubi, allo standard metro cubo, ovvero all’unità di misura stabilita a livello nazionale da ARERA per la fatturazione corretta dei consumi di gas.

Il calcolo del coefficiente C è quindi indispensabile per evitare di ricevere in bolletta degli addebiti influenzati più dalla pressione e dalla densità del gas a seconda della regione geografica e del clima che dall’effettiva quantità di gas consumato.

Il calcolo del coefficiente C è stato istituito nel 2009, a sostituzione del coefficiente M, utilizzato dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas per l’uniformazione delle tariffe, ma che incideva appunto direttamente sulla tariffa della bolletta e non sui consumi. Il coefficiente C viene invece calcolato sui consumi, e, in base al risultato si ottiene il consumo standardizzato al mc, un’unità di misura a cui si potrà applicare un prezzo    

Sulla bolletta è possibile leggere sia il consumo segnalato dal contatore che l’adeguamento ottenuto con il calcolo del coefficiente C, che elimina i fattori esterni che possono modificare il risultato dei consumi, applicando le tariffe stipulate nel contratto a una condizione di parità rispetto agli altri territori nazionali.

E sono proprio le tariffe sui metri cubi standard di gas consumato (siglati in bolletta Smc, ovvero l’unità di misura dei metri cubi di gas che vengono consumati in condizioni normali), che variano da fornitore a fornitore, a garantire un risparmio sulla bolletta. Quindi, è importante affidarsi alla società più vantaggiosa, che unisca l’efficienza del servizio a delle tariffe convenienti. Edison offre delle tariffe per la fornitura di gas che possono soddisfare le esigenze più svariate, per un servizio affidabile e di qualità.

Come si calcola il coefficiente C del gas

Per calcolare il coefficiente C bisogna tener conto innanzitutto dei fattori che sono i principali responsabili dell’alterazione dello stato del gas: l’altitudine della zona in cui si trova il contatore e il numero di gradi percepiti durante il giorno nell’area.

Importante per poter finalizzare il calcolo è poi il numero di giorni di esercizio dell’impianto di riscaldamento in questione, anche questo dipendente dalla zona climatica in cui si trova l’abitazione, segnalata con una sigla sulla bolletta.

Una volta ottenuti questi tre dati si può procedere con l’esecuzione del calcolo adeguato, attraverso alcune fondamentali formule matematiche.

Bisogna inizialmente calcolare il valore preciso pb: occorre sottrarre da 1 il valore 0.0000225577 moltiplicato per l’altitudine del Comune di residenza ed elevato a 5.2559. Il risultato ottenuto andrà moltiplicato per il valore standard della pressione, ovvero 1.01325.

Serve poi il valore kp, ottenuto sommando il valore pb a 0,020 e dividendo il risultato per la pressione standard in bar, 1.01325. Si calcola dunque il rapporto denominato gg dividendo i gradi registrati di giorno nel Comune di residenza con i giorni di esercizio dell’impianto. A questo punto si ottiene il valore kt dividendo 288.25 per il risultato della sottrazione di 295.15 meno il valore gg. Il coefficiente C si otterrà poi moltiplicando il valore kp per il valore kt.

Ecco la successione schematizzata delle operazioni:

• pb= 1.01325 X (1-0.0000225577 X H) 5.2559
• kp= (pb + 0.020) : 1.01325
• gg= GG/ng
• kt = 288.15 : (295.15 – gg)
• C= kp X kt

Per calcolare il consumo in Smc, standard metri cubi, si dovrà moltiplicare il consumo misurato in metri cubi (ottenuto dalla differenza tra le letture del contatore) per il coefficiente C. I dati ottenuti vengono tutti arrotondati alla sesta cifra decimale.

Nella bolletta è possibile verificare il costo del gas al metro cubo nella sezione dedicata alla spesa per la materia prima, e, a seguire, si possono vedere le altre voci che influiscono sul costo totale come i servizi di vendita, ovvero i costi di commercializzazione al dettaglio e la spesa per gli oneri di sistema, le spese di trasporto e per i servizi di gestione e distribuzione della fornitura, le imposte, costituite da IVA, accise e addizionali regionali. Il prezzo del gas può inoltre variare a seconda della richiesta nei mercati internazionali, e che ci si appoggi al mercato libero o al regime di maggior tutela.

  • Che cos'è il coefficiente C?

    Il coefficiente C è un coefficiente di conversione con il quale i valori del gas consumato viziati dalla temperatura e dalla pressione vengono riportati allo standard metro cubo (Smc).

  • Come funziona il coefficiente C?

    Il coefficiente C si calcola attraverso una formula matematica che tenga conto dell'altitudine e della temperatura media della zona di residenza, e viene poi moltiplicato per il consumo misurato dal contatore per ottenere il valore in Smc.

  • Come si calcola un metro cubo di gas?

    Il gas consumato dall'utente viene fatturato in standard metri cubi (Smc), ottenuti moltiplicando il dato grezzo del consumo per il coefficiente C relativo al comune di residenza.