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Attivazione luce: guida facile

Quando ci si trasferisce in una nuova casa, in un nuovo ufficio o in una nuova azienda, o si prende in affitto un appartamento in condominio, capita di dover effettuare una attivazione della luce, sia che si tratti di una riattivazione del contatore, sia di una vera e propria nuova attivazione.

Ma come si fa l’attivazione del contratto luce? Quanto costa, e a chi bisogna rivolgersi? Ecco tutte le informazioni.

Quanto costa attivare un contratto luce?

Per conoscere il costo dell’attivazione di un contratto luce in caso di nuovo allacciamento, bisogna innanzitutto distinguere tra:

  • allacciamenti temporanei: sono gli allacci richiesti per un anno o meno, eventualmente rinnovabili per un altro anno. Se l’uso non è prolungato e non è necessario realizzare la cabina di trasformazione, si applica un pagamento forfettario. Altrimenti, per uso prolungato, come per la realizzazione di un punto di allaccio per circhi, fiere, spettacoli viaggianti e mercati, si applica per la prima volta il contributo standard identico a quello dell’allacciamento permanente, e poi, per ogni connessione successiva, un costo ridotto pari a un contributo costante e un corrispettivo in quota fissa, per un costo di gestione totale di circa 55,00 €;
  • allacciamenti permanenti: sono i più frequenti, quelli che non hanno un termine di connessione previsto.

Il costo degli allacciamenti permanenti è ripartito in:

  • una quota distanza (sulla distanza in linea d’aria tra la nuova utenza e la cabina di riferimento), che parte dai 185,00 € circa fino a 200 metri e può salire di diverse centinaia di euro a seconda in maniera progressiva all’aumentare dei metri (nello specifico, sale di circa 100,00 € ogni 100 metri aggiuntivi fino ai 700 metri, di circa 185,00 € ogni 100 metri aggiuntivi fino ai 1200 metri, e di circa 370,00 € ogni 100 metri aggiuntivi oltre i 1.200 metri);
  • una quota potenza, calcolata sulla potenza disponibile richiesta al momento della domanda di allacciamento. Verrà garantita una potenza superiore a circa il 10% della richiesta. Il costo è di circa 70,00 € per kW (si consideri che la stragrande maggioranza delle utenze domestiche ha una potenza di 3 kW);
  • una quota fissa che copre i costi operativi e amministrativi     i tenuti dal distributore, ed è pari a circa 27,00 €. Alcuni fornitori richiedono inoltre degli oneri amministrativi in aggiunta a quelli del distributore, pari a circa 23,00 €.

In secondo luogo, bisogna capire che cosa si intende esattamente per “attivazione di un contratto”. I casi possono essere i seguenti, dal più complesso al più semplice:

  • bisogna attivare un contratto luce in una nuova casa (o azienda, ufficio ecc.) sprovvista di contatore: in questo caso la procedura da effettuare è l’allaccio, o allacciamento, alla rete elettrica;
  • il contatore è già presente e l’allaccio alla rete di distribuzione è stato effettuato, ma il contratto non è stato ancora sottoscritto. In questa circostanza si richiede una nuova attivazione su contatore preposato o prima attivazione;
  • il contatore è presente ed era attivo un contratto di fornitura, quest’ultimo però è stato rescisso dal precedente intestatario, e dunque non vi è più erogazione di corrente: il nuovo titolare dell’utenza dovrà allora richiedere un subentro;
  • l’utenza è attiva, l’energia viene erogata, ma il nuovo intestatario vuole diventare titolare della utenza attraverso la sottoscrizione del contratto con la società di fornitura. Tale procedura è detta voltura.

 

Quali sono i costi per ciascuna delle suddette casistiche?    

Innanzitutto, per quanto riguarda la procedura di allaccio, come già accennato la spesa comprende una quota fissa amministrativa, più altre componenti a seconda della tipologia di allaccio, della complessità dei lavori e della distanza dell’edificio dalla cabina elettrica.

In generale, si può dire che i costi possono partire da 300-400€, ma possono raggiungere un valore massimo assai superiore per le condizioni economiche menzionate.

I costi per il subentro, la voltura e la prima attivazione, invece, sono simili tra loro.  Si tratta cioè di un contributo che varia tra mercato tutelato e mercato libero. In quest’ultimo, occorre pagare circa 26€ di oneri amministrativi più un contributo variabile per oneri di gestione, quota definita dal fornitore, che può essere compreso tra 0€ e 23€; per le tariffe del servizio di maggior tutela, invece, il prezzo stabilito include i costi già citati per gli oneri amministrativi, in più un contributo fisso di 16€ per l’imposta di bollo.

In entrambi i casi, poi, può esser richiesto il deposito cauzionale (a meno che il cliente non richieda la domiciliazione bancaria su conto corrente), che verrà reso con l’ultima bolletta; dev’essere poi aggiunta l’imposta.

In ogni caso, il costo operativo totale si aggira sui 50€  circa. Tale prezzo variabile è addebitato sulla prima bolletta.

I documenti necessari per attivare un contratto luce

Per poter attivare un contratto della luce, sia che si tratti di una prima attivazione che di un subentro, occorre munirsi di determinati dati e compilare precisi documenti e modulistica.

In particolare, per quanto riguarda la documentazione richiesta per l’attivazione, essa comprende:

  • fotocopia di un documento d’identità in corso di validità di chi vuole attivare il contratto;
  • una dichiarazione di regolare possesso dell’immobile presso il quale è attivata la fornitura. Se l’utente è solo affittuario, naturalmente, occorrerà un’altra forma di dichiarazione o autodichiarazione che attesti la regolarità della sua posizione. In generale è sufficiente un’indicazione nel contratto, ma alcuni fornitori potrebbero richiedere delle ulteriori autorizzazioni in alcune circostanze particolari, p. es. per immobili concessi in uso abitativo o in comodato;
  • una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà o autocertificazione per la regolarità edilizia dell’edificio (solo per le richieste di nuovo allaccio);
  • tutti gli altri moduli (es. trattamento dei dati) e naturalmente il contratto di fornitura compilato.

Per quel che riguarda invece i dati necessari in fase di compilazione e attivazione del nuovo contratto, in genere vengono richiesti:

  • tutti i dati anagrafici dell’intestatario del contratto in sottoscrizione, dunque nome, cognome, codice fiscale o partita IVA, data e luogo di nascita ecc.;
  • l’indirizzo della fornitura, accompagnato eventualmente da un secondo indirizzo di fatturazione;
  • un recapito telefonico e un indirizzo mail;
  • il codice POD (talvolta definito codice di fornitura), ossia quel codice univoco che identifica ogni contatore sul territorio nazionale (come il codice PDR per il gas). Può essere individuato alternativamente o in una vecchia bolletta (in genere nella prima pagina, accanto al numero cliente o codice cliente) oppure, per chi possiede un contatore elettronico, anche sul display digitale dello stesso, premendo alcune volte il pulsante di lettura. In alcuni casi potrebbe esser necessario anche il numero di matricola del contatore;
  • la potenza impegnata, a scelta del consumatore in caso di nuovo allaccio e in genere, per gli usi domestici residenziali, fissata a 3 kW per case connesse in bassa tensione di alimentazione (la potenza disponibile sarà leggermente più alta). Al contrario, nei casi di prima attivazione, subentro o voltura, la potenza e la fase sono quelle già predisposte in fase di allaccio e per modificarle sarà necessario richiedere una variazione a seguito dell’attivazione;
  • un’indicazione sull’uso della fornitura di luce, ossia uso domestico residente o utenza per altri usi;
  • i dati catastali dell’edificio in questione;
  • eventualmente, il codice IBAN se il cliente sceglie di pagare con domiciliazione bancaria su conto corrente per il pagamento delle bollette, accompagnato da nome, cognome e codice fiscale dell’intestatario del conto corrente.

Cosa fare per la prima attivazione

La prima cosa da fare, dunque, è comprendere quale sia il servizio di cui si necessita: può trattarsi di un allaccio se si vuole creare una nuova connessione, e quindi un nuovo punto di riconsegna, oppure di una nuova attivazione in presenza di contatore non attivo (quest’ultimo caso è in larga parte analogo a quello del subentro, con la differenza che, al contrario del subentro, in una nuova attivazione su contatore preposato, il contatore non ha mai erogato energia).    

In particolare, se è necessario richiedere un allacciamento alla luce e l’installazione del contatore, è possibile rivolgersi sia al fornitore che al distributore locale:

  • contattando la società di fornitura è possibile, contestualmente, anche sottoscrivere direttamente il contratto con l’offerta migliore per il proprio risparmio energetico. Il fornitore, una volta ottenuti i dati e i documenti, si occuperà di mantenere i contatti con il distributore, fissando gli appuntamenti per la verifica ecc. Il fornitore può essere uno qualsiasi dei moltissimi attivi nel mercato libero o tutelato;
  • se invece ci si rivolge alla società di distribuzione, non sarà sufficiente l’allaccio per poter utilizzare la fornitura, ma bisognerà comunque contattare un fornitore per attivare a valle un contratto e iniziare a prelevare energia. Il distributore da contattare varia in base all’area geografica di competenza.

Invece, per una nuova attivazione su preposato (o un subentro) è bene in tutti i casi rivolgersi direttamente al fornitore, il quale dovrà poi richiedere al distributore le procedure tecniche per avviare il contatore.

Per quanto concerne le modalità di invio della richiesta di subentro, attivazione o allaccio, è possibile fare uso dei consueti canali tradizionali di contatto del fornitore o del distributore.

In particolare, si può contattare il fornitore o il distributore tramite registrazione telefonica, via raccomandata o fax, o chiamando il numero verde dell’assistenza clienti. Si può anche procedere online, a mezzo email o PEC, o tramite il portale web della società o una app dedicata per smartphone. In alternativa, se la società d’interesse ha sedi sul territorio, è possibile recarsi agli sportelli dei punti vendita.

Attenzione anche alle tempistiche per la prima attivazione:

  • se il cliente ha necessità di un allaccio vero e proprio, con la conseguente esecuzione di lavori esterni e interni, i tempi sono diversi a seconda della complessità dei lavori stessi e di molte altre variabili: in genere vanno dai 10      giorni fino ai 60 giorni, senza contare un eventuale ritardo di attivazione;
  • se invece è richiesta solo una attivazione del contatore, allora è responsabilità del distributore non superare i 5 giorni lavorativi dal momento in cui il venditore invia la richiesta, secondo la delibera di ARERA (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), a pena di sanzioni e rimborso economico per il cliente.

Cosa fare in caso di subentro

Il subentro, in generale, è quella operazione di cambio di intestatario di un contratto di fornitura che si effettua nel caso in cui il contatore sia stato disattivato.

Questo significa che effettuare un subentro comporta sempre anche una attivazione della luce. L’attivazione del servizio di fornitura tramite subentro si richiede quindi in caso di trasloco in una nuova abitazione o di trasferimento di un’attività.

Ma che cosa fare in caso di subentro? In linea di massima, è sufficiente inviare una richiesta al fornitore di energia elettrica.

La procedura di subentro è un’operazione in genere molto semplice, che:

  • non richiede alcun intervento del tecnico elettricista del distributore, se si tratta di un contatore con attivazione a distanza con comando dalla centralina;
  • non comporta altri oneri per il cliente oltre a quello dell’invio della richiesta e del pagamento dell’operazione;
  • permette di cambiare intestatario della fornitura e inviare autolettura di chiusura;
  • richiede l’invio dei consueti documenti per tutte le procedure di questo genere, più i moduli per l’operazione specifica.