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  • Cosa succede se non si passa al mercato libero?

    Entro il gennaio 2022, alla scadenza del servizio di tutela, tutti gli utenti rimasti con quest’ultimo dovranno passare al mercato libero; se non lo faranno, la loro fornitura non sarà interrotta ma, probabilmente, si vedranno assegnare come gestore l’esercente di salvaguardia.

  • Qual è la migliore offerta per il gas?

    Ogni offerta ha caratteristiche differenti, con eventuali bonus, premi fedeltà, sconti in bolletta e possibilità di risparmio: non ne esiste una che sia migliore per tutti.

  • Conviene tornare al servizio di tutela?

    Il servizio di tutela, in genere, è meno conveniente del mercato libero, che presenta molti vantaggi; tuttavia, alcuni potrebbero trovare adatte alle esigenze dei consumatori (specie clienti residenziali) anche le offerte del mercato tutelato.

Gas mercato tutelato: tutto quello che c'è da sapere

Il servizio di maggior tutela per il gas è una delle due possibilità offerte attualmente dal mercato italiano, per forniture di case, aziende, negozi, condomini con uso domestico e non: non tutti, però, sanno davvero come funziona.

Da cosa dipende il prezzo del gas nel mercato tutelato? È conveniente? E quando verrà abolito il servizio di tutela? Di seguito vengono riportate tutte le risposte in questa guida al mercato tutelato del gas.

La fornitura del gas nel mercato tutelato

Per la fornitura di gas è possibile usufruire sia del mercato libero che del servizio di maggior tutela, ossia di quel regime tariffario stabilito che gode appunto di particolari tutele da parte di autorità pubbliche, a partire da ARERA (l’Autorità di regolazione per energie reti e ambiente).

L’attivazione del mercato tutelato per energia elettrica e gas risale al 2007, ed è dovuta al percorso di liberalizzazione del mercato dell’energia attualmente in atto in Italia, seguita al decennale monopolio del mercato unico.

La particolarità del servizio di tutela, o mercato tutelato, consiste nell’avere delle condizioni contrattuali stabilite da ARERA e delle condizioni economiche (ossia, concretamente, il prezzo della materia prima) che variano ogni tre mesi a seconda dell’evoluzione dei mercati al dettaglio e, soprattutto, all’ingrosso, nonché alle variabili che influiscono sui valori di domanda e offerta.

Questo al contrario del mercato libero, che si contrappone al servizio di tutela proprio in quanto prevede condizioni economiche e condizioni contrattuali stabilite da ciascun fornitore in base alle proprie regole, possibilità e strategie commerciali in regime di concorrenza.

Il mercato tutelato del gas è rivolto solo alle utenze domestiche, mentre ne sono escluse le aziende e le imprese (che, a determinate condizioni, possono accedere invece al servizio di tutela per l’energia elettrica).

Nel servizio di maggior tutela operano, in qualità di fornitori del gas naturale, non i distributori locali come nel caso dell’energia elettrica, bensì tutti i fornitori presenti nel territorio e operanti nel mercato libero. Ogni operatore può infatti scegliere di aggiungere, accanto alle proprie offerte standard, anche un’offerta del tutelato.

Da cosa dipende il prezzo del gas

Nel mercato tutelato, dunque, il prezzo in bolletta del gas cambia con variazione trimestrale, secondo un calcolo del prezzo effettuato da ARERA. Ma da che cosa dipende, in generale, il costo del gas metano?

Come per tutti gli altri beni, anche il gas ha un costo di commercializzazione che varia in base all’evoluzione dei mercati internazionali, e alla legge della domanda e dell’offerta.

Che cosa significa? In breve, tale legge economica implica che, quanto più un bene è richiesto (quanto più, cioè, aumenta la domanda) tanto più il prezzo finale diminuisce se l’offerta riesce a seguire la domanda; se invece vi è richiesta del bene ma questo è scarsamente presente sul mercato (ossia quando l’offerta è eccessivamente bassa rispetto alla domanda) il suo prezzo tende ad aumentare.

In concreto, allora, tutto dipende dal quantitativo di materia prima presente sul mercato; vien da sé che tale variabile è influenzata grandemente da moltissimi fattori, in particolare:

  • fattori politici o geografici. Una crisi politica o economica in un Paese che esporta gas e prodotti petroliferi rischia di far ridurre l’offerta, e quindi aumentare esponenzialmente i prezzi;
  • fattori economici o produttivi. L’utilizzo maggiore di materie prime concorrenti o di altri mezzi per produrre energia o riscaldare gli ambienti (soprattutto le energie rinnovabili come il fotovoltaico o l’eolico) tende a far abbassare il costo medio del gas;
  • fattori ambientali o climatici. Una temperatura inusuale per la stagione influisce enormemente sul volume di consumo di gas e quindi sul costo nel mercato all’ingrosso: basta un inverno un po’ più freddo, per esempio, perché il gas sia più richiesto per il riscaldamento, e rischi quindi di scarseggiare, aumentando di prezzo (è avvenuto, in tempi recenti, nel 2012 e nel 2017).

Anche per la grande variabilità dei costi di acquisto del gas dovuta a questi parametri occorre registrare che il servizio di maggior tutela è sempre meno conveniente per le famiglie italiane. Negli ultimi 10 anni, complice una situazione globale complessa, c’è stato un aumento medio annuo dell’1-2% del costo del gas nel mercato tutelato, con forti squilibri e oscillazioni che possono causare disagi per i consumatori.

Come si paga la bolletta nel mercato di maggior tutela

Per quanto riguarda la bolletta nel servizio di maggior tutela, va registrato innanzitutto che i metodi di pagamento sono i consueti, validi per tutte le altre bollette.

In particolare, il cliente finale può scegliere di pagare tramite bollettino postale, a mezzo di bonifico, con carta di credito, tramite addebito automatico sul conto corrente (se ha scelto la domiciliazione bancaria al momento della sottoscrizione del contratto o in seguito) e, a seconda dei fornitori, anche con altri metodi di pagamento più innovativi, come tramite il servizio PayPal o attraverso app proprietarie per smartphone.

Nella bolletta del gas del mercato di tutela vi sono tutte le voci di pagamento e le diverse componenti normalmente presenti, ossia:

  • spesa per la materia prima gas o componente energia. Il prezzo al metro cubo (Smc), anche nel tutelato, dipende sia dal volume di consumo che dalla zona geografica e il costo finale varia ovviamente a seconda delle dimensioni delle abitazioni, del numero di inquilini e del tipo di utilizzo del gas;
  • spesa per trasporto e gestione del contatore, già servizi di rete (inclusi quota energia, oneri aggiuntivi e oneri di gradualità per adeguare il portafoglio di approvvigionamento), per la distribuzione e il trasporto del gas;
  • spesa per oneri di sistema. Costituisce una quota progressiva secondo 6 scaglioni stabiliti da ARERA e in base al cosiddetto coefficiente di conversione o coefficiente C, variabile a seconda dell’area e dell’adeguamento altimetrico climatico (cioè delle regioni o zone tariffarie del gas, dell’altitudine, della temperatura, delle condizioni climatiche ecc.);
  • imposte statali aggiuntive come l’IVA e le accise, ma anche l’addizionale regionale.

Inoltre, naturalmente, la bolletta conterrà tutti quanti i dati, le informazioni consuete e gli elementi di dettaglio del gas: numero cliente, partita IVA o codice fiscale codice PDR, consumi, dati anagrafici dell’intestatario, indirizzo di fornitura e così via, in genere tra prima e terza pagina della bolletta.

Come e quando sarà abolito il mercato tutelato

Il mercato tutelato finirà il 1° gennaio 2022, quando scatterà l’obbligo del passaggio. La data è stata stabilita dal decreto milleproroghe (ufficialmente decreto 162/2019) con emendamento del Ministero dello sviluppo economico, che ha rinviato la scadenza precedentemente fissata a luglio del 2020 da una legge del 2018.

Dunque, se non vi saranno ulteriori proroghe legislative, a partire dal 2022 non sarà più possibile usufruire del servizio di tutela per le proprie offerte del gas o dell’energia elettrica, e rimarrà esclusivamente il mercato libero.

La fine del mercato tutelato, quindi, sembra segnata da una grande incertezza legislativa, segnalata dai molti rinvii; questi, a loro volta, sono motivati con la poca consapevolezza degli utenti dell’energia, che ancora oggi sono poco propensi a servirsi del mercato libero e, dunque, a imparare a conoscerlo a sufficienza.

In più, l’incertezza legislativa si manifesta anche sul modo in cui finirà il mercato tutelato: nessuna iniziativa di legge ha ancora stabilito la materia o provveduto a offrire ai cittadini una maggiore consapevolezza.

Non si sa, insomma, cosa accadrà ai cittadini con un contratto del servizio di tutela nel 2022. Certo verrà loro comunicato, nella bolletta di chiusura, la fine del tutelato; parimenti, non vi saranno blocchi al contatore o all’erogazione di energia con intervento dell’assistenza tecnica del distributore, ma un passaggio gratuito.

Quasi sicuramente, si ipotizza, i cittadini passeranno temporaneamente dal tutelato al servizio di salvaguardia in maniera automatica.

Il servizio di salvaguardia è quella fornitura erogata dal cosiddetto “esercente unico di salvaguardia”, vincitore di una procedura concorsuale varata dall’Acquirente Unico, cioè la società garante della fornitura di energia. L’esercente unico applica ai contratti un sovrapprezzo, detto “parametro omega”, che farà aumentare la bolletta dei clienti domestici che non troveranno un operatore nel mercato libero.

Vi sono però delle possibili alternative per il cambio fornitore verso il mercato libero. Per esempio, si potrebbe pensare al servizio di tutela simile, per certi versi analogo al mercato tutelato, oppure alle offerte PLACET (Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela), erogate nel mercato libero ma per molti aspetti avvicinabili ai contratti del tutelato.

Altri hanno ipotizzato una procedura con aste intermedie e finali tra società di vendita al dettaglio per aggiudicarsi i contratti dell’ex servizio di tutela, così da evitare monopoli di un solo operatore.

Certamente poi vi sarà un servizio di confronto dei prezzi, a tutela del consumatore e come guida per il mercato libero, che prenderà le mosse dall’attuale portale offerte di ARERA.

  • Cosa succede se non si passa al mercato libero?

    Entro il gennaio 2022, alla scadenza del servizio di tutela, tutti gli utenti rimasti con quest’ultimo dovranno passare al mercato libero; se non lo faranno, la loro fornitura non sarà interrotta ma, probabilmente, si vedranno assegnare come gestore l’esercente di salvaguardia.

  • Qual è la migliore offerta per il gas?

    Ogni offerta ha caratteristiche differenti, con eventuali bonus, premi fedeltà, sconti in bolletta e possibilità di risparmio: non ne esiste una che sia migliore per tutti.

  • Conviene tornare al servizio di tutela?

    Il servizio di tutela, in genere, è meno conveniente del mercato libero, che presenta molti vantaggi; tuttavia, alcuni potrebbero trovare adatte alle esigenze dei consumatori (specie clienti residenziali) anche le offerte del mercato tutelato.