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  • Quali sono le spese detraibili per risparmio energetico?

    Moltissimi interventi di riqualificazione energetica della casa possono godere di detrazione, per esempio l’installazione di pannelli solari, la sostituzione delle caldaie e degli impianti, il cambio degli infissi e anche gli interventi antisismici.

  • Cosa rientra nell’ecobonus 2020 al 110%?

    L’ecobonus al 110% è previsto per l’isolamento termico delle superfici opache, la sostituzione degli impianti di climatizzazione e gli interventi antisismici, eventualmente assieme ad altri interventi realizzati.

  • Quali sono gli interventi di riqualificazione energetica?

    Fanno parte di questa tipologia di intervento tutti quei lavori che migliorano la classe di prestazione energetica di un edificio (misurata appositamente tramite certificazione APE).

Risparmio energetico: ecco gli incentivi

Negli ultimi anni sono sempre più utilizzati e richiesti gli incentivi per il risparmio energetico nelle loro varie forme, confermati e ampliati dal Parlamento anche per il 2020.

Ecco, in breve, quali sono tutte le agevolazioni fiscali e gli sconti previsti per gli interventi di riqualificazione energetica, chi può richiederli e come funzionano.

Quali sono gli incentivi per il risparmio energetico

L’approvazione della legge di bilancio 2019, del decreto rilancio nel 2020 e della successiva conversione in legge hanno confermato e ampliato le detrazioni fiscali e gli incentivi per il risparmio energetico già previsti in parte dalla normativa precedente.

È già da diversi anni, infatti, che la legge prevede delle agevolazioni per tutti gli interventi di riqualificazione energetica delle case e delle imprese, per l’installazione di dispositivi di efficienza energetica, di energie rinnovabili (es. fotovoltaico) e tutti i lavori del genere, indipendentemente dai rapporti di fornitura in essere.

In più, le norme più recenti hanno potenziato il famoso ecobonus per il risparmio energetico, prevedendo una proroga per il 2020 per gli interventi al 50%, al 60% e al 110%; viene però cancellata la possibilità di sconto in fattura (a eccezione degli interventi sulle parti comuni dei condomini).

È stata confermata la riduzione dell’aliquota al 50% per la sostituzione di caldaie a biomassa o a condensazione (classe A o superiore), di infissi e di serramenti non efficienti; è stato introdotto in più il bonus facciate per l’efficientamento termico e il decoro architettonico e infrastrutturale.

In aggiunta sono previste, a varie condizioni, diverse forme di agevolazione per l’installazione di generatori ed è stato rimodulato il cosiddetto bonus giardini; rimane il bonus condizionatori per il rinnovamento degli impianti di riscaldamento e raffrescamento (con e senza ristrutturazione).

Come funziona l’ecobonus per il risparmio energetico

L’ecobonus 2020 è una detrazione fiscale che spetta a quanti eseguono determinati interventi di efficientamento energetico della propria abitazione e non solo, anche per parti comuni di edifici (es. condominio in base al numero di unità immobiliari, luoghi di lavoro...).

L’ecobonus è erogato sotto forma di detrazione Irpef (Imposta sul Reddito Persone Fisiche) o Ires (Imposta sul Reddito di Società). Da tali imposte possono essere detratte tutte le spese: per materiali, progetto, spese di amministrazione ecc.

L’ecobonus prorogato mantiene le forme che gli italiani hanno imparato a conoscere, ossia la diversificazione dell’agevolazione a seconda dell’intervento: esistono infatti detrazioni al 50%, 65% e 110%. Rimane inoltre anche la ripartizione in 10 rate annuali di pari importo per l’erogazione del bonus.

Chi ha diritto all’ecobonus? I requisiti per l’accesso all’ecobonus sono estesi a tutti i contribuenti dotati di reddito (persone fisiche, società di persone, società di capitali) con un titolo di possesso o utilizzo dell’immobile, sia residenti che non residenti. Nello specifico, possono beneficiare dell’ecobonus:

  • persone fisiche, che comprendono dunque il proprietario, gli inquilini, i comodatari, i familiari conviventi e, per le parti comuni dei condomini, anche i condomini;
  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • associazioni di professionisti;
  • istituti autonomi per le case popolari o organismi con medesime finalità sociali.

Per quanto riguarda le tipologie di edifici per cui può essere richiesto l’ecobonus, questi comprendono tutti gli edifici esistenti (unità immobiliari o parti delle stesse), che fanno parte di una qualunque categoria catastale.

Quali sono gli interventi ammessi per l’ecobonus

Cominciando dalla detrazione al 50%, questa può essere richiesta per:

  • acquisto e installazione di finestre, infissi e schermature solari (importo massimo 60.000€);
  • sostituzione di impianti di riscaldamento con caldaie a biomassa o caldaie a condensazione almeno di classe A (fino a 30.000€).

La detrazione al 65%, invece, può essere richiesta per:

  • sostituzione di impianti a riscaldamento con caldaia con sistema di termoregolazione evoluto e riduzione dei consumi (fino a 30.000€);
  • installazione di pompa di calore o altri servizi e impianti geotermici ad alta efficienza (fino a 30.000€);
  • installazione di pannelli solari termici per produzione di acqua calda sanitaria (fino a 60.000€);
  • lavori di coibentazione sull’involucro dell’edificio (pareti, soffitti, pavimenti, tetto) (fino a 60.000€);
  • installazione di micro-cogeneratori anche ibridi (fino a 100.000€);
  • riqualificazione energetica dell’edificio (fino a 100.000€).

Il bonus al 110%, invece, spetta per tutti gli interventi che aumentano l’efficienza energetica degli edifici, oppure che riducono il rischio sismico.

È riservato, in particolare, alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per i cosiddetti interventi trainanti, ovvero:

  • isolamento termico delle superfici opache per una percentuale superiore al 25% dell’involucro degli edifici;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti di classe energetica superiore (per riscaldamento, raffrescamento o riscaldamento acqua);
  • interventi antisismici (in questo caso prende il nome di “sismabonus”).

La normativa comprende però anche i cosiddetti interventi trainati, per i quali si può richiedere il superbonus, purché la loro realizzazione sia contestuale a uno degli interventi trainanti citati in precedenza. Gli interventi trainanti comprendono:

  • altri lavori di efficientamento energetico rientranti nell’ecobonus (secondo i limiti di spesa);
  • installazione di infrastrutture per la ricarica di auto elettriche negli edifici (le cosiddette “colonnine di ricarica”);
  • installazione di impianti solari fotovoltaici collegati alla rete elettrica, nonché di sistemi di accumulo integrati negli stessi.

Come richiedere gli incentivi per il risparmio energetico

Per poter ottenere l’ecobonus è necessario inviare la richiesta all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori in questione. Inoltre non è necessario effettuare una comunicazione preventiva.

La richiesta dev’essere corredata delle informazioni provenienti dall’attestato di prestazione energetica (APE) che dimostri il miglioramento dell’efficienza dell’edificio, e di una scheda informativa che indichi quali interventi sono stati realizzati.

Per quanto riguarda l’invio della richiesta, questa va fatta pervenire a ENEA esclusivamente tramite il sito internet, per mezzo dell’applicazione appositamente predisposta.

L’unica eccezione è in caso di lavori particolarmente complessi, per i quali i moduli online di ENEA potrebbero non essere sufficienti. In questa circostanza, la documentazione a riguardo va inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno alla sede di ENEA di Roma, fermo restando il termine massimo di 90 giorni entro la fine dei lavori.

Sia via internet che a mezzo raccomandata, i documenti necessari per inoltrare la domanda di ecobonus sono i medesimi, ovvero:

  • la scheda informativa degli interventi eseguiti nell’ambito dei lavori, contenente tutte le informazioni e i dati relativi ai soggetti che hanno sostenuto la spesa, all’immobile che ne è stato oggetto, agli interventi in senso stretto e al vantaggio in termini ambientali conseguito. Può corrispondere all’allegato E oppure all’allegato F del decreto attuativo sui bonus;
  • tutte le ricevute di pagamento e le fatture relative a quanto pagato alle imprese realizzatrici;
  • nel caso di lavori diversi dalla sostituzione delle finestre o dall’installazione di pannelli solari e impianti green, viene richiesto anche l’attestato di prestazione energetica, o APE. Deve essere sempre redatto da uno specialista qualificato, il certificatore energetico, e deve contenere la valutazione dell’immobile nella scala IPE (indice di prestazione energetica) prima e dopo l’intervento;
  • una certificazione eseguita da un tecnico abilitato, allo scopo di attestare i requisiti e i risultati del lavoro. Per alcuni tipi di intervento, come l’installazione di caldaie e pompe di calore o la sostituzione degli infissi, è sufficiente un documento fornito dal produttore, mentre negli altri casi si richiede una dichiarazione da parte del direttore responsabile dei lavori.

Una volta inviati nelle forme opportune, tutti i documenti devono essere conservati, sia i certificati che le ricevute dei pagamenti. È infatti possibile che l’Agenzia delle Entrate effettui dei controlli a campione in merito a quanto dichiarato dai contribuenti, quindi potrebbe essere richiesta la visione dell’intera modulistica.

Si ricorda che, al fine di poter richiede l’ecobonus, sono previsti anche dei requisiti riguardanti il metodo di pagamento. In particolare, è previsto un metodo differente in base al tipo di richiedente:

  • i contribuenti senza partita IVA (p. es. persone fisiche come inquilino, proprietario ecc.) devono obbligatoriamente pagare con bonifico bancario o postale. Si raccomanda che il bonifico sia parlante, ossia contenga espressamente tutte le informazioni riguardo la causale del versamento (devono essere indicati i riferimenti normativi ai sensi dei quali si chiede il bonus), il codice fiscale del richiedente e il codice fiscale di chi ha eseguito i lavori e ricevuto il pagamento (più spesso partita IVA, se si tratta di una ditta o di una impresa);
  • gli altri tipi di contribuente hanno facoltà di pagare con qualsiasi forma (bonifico ma anche carta di credito o altra forma di trasferimento).

Per ulteriori chiarimenti e informazioni, si raccomanda di consultare preventivamente il sito ENEA, in cui sono stati predisposti diversi elementi che possono essere d’aiuto all’utente: linee guida, domande frequenti, schede tecniche e contatti.

  • Quali sono le spese detraibili per risparmio energetico?

    Moltissimi interventi di riqualificazione energetica della casa possono godere di detrazione, per esempio l’installazione di pannelli solari, la sostituzione delle caldaie e degli impianti, il cambio degli infissi e anche gli interventi antisismici.

  • Cosa rientra nell’ecobonus 2020 al 110%?

    L’ecobonus al 110% è previsto per l’isolamento termico delle superfici opache, la sostituzione degli impianti di climatizzazione e gli interventi antisismici, eventualmente assieme ad altri interventi realizzati.

  • Quali sono gli interventi di riqualificazione energetica?

    Fanno parte di questa tipologia di intervento tutti quei lavori che migliorano la classe di prestazione energetica di un edificio (misurata appositamente tramite certificazione APE).