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Fascia monoraria: come funziona e cosa prevede

Spesso si sente parlare di fasce orarie per l’energia elettrica: molti fornitori offrono diverse tariffe distinte per fasce, e molti consumatori si trovano bene e riescono a risparmiare sfruttando gli orari in cui l’energia costa di meno.

Ma è anche possibile utilizzare la fascia monoraria, e tantissime offerte luce prevedono questo tipo di gestione dei consumi in luogo della bipartizione di fascia. Vediamo in questa guida che cosa sono le fasce orarie e come funzionano, e come si può utilizzare con profitto la fascia monoraria.

Che cosa sono le fasce orarie?

Esistono più tipologie di tariffe della luce legate alle fasce orarie, ma molti clienti non sanno con precisione di che cosa si tratta. Cominciamo dunque col dire che le fasce orarie sono delle distinzioni in diversi periodi della giornata (o interi giorni della settimana), durante i quali il costo della corrente elettrica può variare (mentre non si applicano alla fornitura del gas naturale).

La variazione di costo nelle fasce orarie intacca in primo luogo il fornitore, nel momento in cui acquista l’energia sul mercato all’ingrosso; di riflesso, anche il consumatore può scegliere se pagare tariffe distinte per fasce orarie, oppure accettare il prezzo unico che il fornitore può stabilire per lui con determinate offerte.

La distinzione per fasce orarie è stabilita da ARERA, ossia dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. In questo modo, ciascun cliente di un servizio di fornitura sa che, quando si parla di offerte divise per fasce orarie, queste ultime sono sempre identiche, indipendentemente dal gestore scelto e dalla tipologia di mercato (cioè mercato libero, anche con offerte PLACET, o servizio di maggior tutela).

Ma dove si possono trovare le indicazioni sulle fasce orarie? Di fatto, è possibile verificare con esattezza in quale fascia oraria ci si trovi in due modi:

  • il primo metodo passa attraverso i contatori elettronici della luce, quelli di ultima generazione che stanno sostituendo a poco a poco tutti i contatori meccanici di vecchia generazione. Sul display digitale di cui è dotato il contatore, premendo più volte il pulsante frontale, il cliente può verificare quale fascia oraria sia attiva in quel momento, e quali sono stati i suoi consumi recenti nelle diverse fasce orarie. In più, anche il fornitore (grazie al sistema di telegestione) può sapere quando sono stati effettuati i diversi consumi, e quindi far pagare al cliente i consumi ripartiti esattamente nelle fasce orarie;
  • in alternativa, le fasce orarie sono sempre riportate nelle bollette dell’energia elettrica. In genere si trovano nella seconda o nella terza pagina, dove sono accompagnate anche dalle informazioni sulla quantità complessiva di energia consumata nel periodo di fatturazione precedente in base alle fasce.

Quali sono le fasce orarie e le offerte per fasce orarie

Le fasce orarie, quindi, in base alla delibera ARERA, sono distinte nel seguente modo:

  • fascia oraria F1. È la fascia delle ore di punta, in cui il consumo in kWh è maggiore. Comprende le ore tra le 8.00 del mattino e le 19.00 di sera nei giorni lavorativi (dal lunedì al venerdì);
  • fascia oraria F2. Comprende le ore intermedie, durante le quali i consumi tendono a rallentare. Durante i giorni lavorativi va dalle 7.00 alle 8.00 del mattino e dalle 19.00 alle 23.00 la sera, ma include anche tutta la giornata di sabato, dalle 7.00 alle 23.00;
  • fascia oraria F3. Include tutte le ore restanti, dette ore fuori punta, quando i consumi sono molto più ridotti. Va quindi dalle 23.00 alle 7.00 tutte le notti, più l’intera giornata di domenica e nei giorni festivi (p. es. Natale e Capodanno nei mesi invernali);
  • in più, per comodità, si distinguono anche informalmente altre due tipologie di fasce orarie: la fascia oraria F23 o F2-F3, che mette insieme le fasce orarie F2 ed F3 (coprendo dunque il periodo dalle 19.00 alle 8.00 tutti i giorni, più il sabato, la domenica e i giorni festivi), e la fascia oraria F0, che non è una vera e propria fascia oraria ma indica che una tariffa non distingue i consumi per fasce orarie, e copre quindi tutti i giorni, a tutte le ore.

Esistono quindi più tipologie di offerte diversificate per fasce orarie, e in genere la maggior parte dei fornitori in Italia ne prevede diverse per i propri clienti:

  • offerta monoraria. È sicuramente l’offerta più diffusa, quella che pone tutti i consumi in fascia F0, cioè semplicemente non li distingue in base alla fascia oraria in cui sono collocati. Chi sceglie l’offerta monoraria, perciò, sa che i propri consumi costeranno sempre la stessa cifra, in qualunque ora del giorno e in qualunque giorno della settimana;
  • offerta bioraria. È l’offerta con la tipologia di divisione tra fasce orarie più comune, ossia una fascia F1 e una fascia F2-F3. In questo caso, si può pagare di meno l’energia nelle ore fuori punta e intermedie, e di più nelle ore di punta;
  • offerta trioraria o multioraria. Non è particolarmente diffusa, e molti fornitori la riservano esclusivamente ai propri clienti non domestici (imprese, aziende, uffici e così via). Dal punto di vista pratico, è quell’offerta che distingue i consumi su tutte e tre le diverse fasce orarie, e che perciò richiede una gestione particolarmente oculata degli stessi (per questo il più delle volte è adottata da grandi fabbriche con una scansione temporale precisa dei tempi di accensione delle macchine e consumi ingenti).

Perché si distinguono le fasce orarie?

La distinzione in fasce orarie è stata pensata per diverse ragioni, sia dal lato del cliente finale che da quello dei distributori.

Da quest’ultimo punto di vista occorre rilevare come, grazie alle fasce orarie, sia possibile pesare di meno sulla rete di distribuzione, spronando invece tutti gli utenti a consumare nelle ore in cui la domanda è più bassa, e contribuendo in questo modo a evitare sovraccarichi del sistema;

Dal punto di vista del cliente, invece, sfruttare le fasce orarie dà la possibilità di risparmiare sul prezzo dell’energia, utilizzando la corrente nel momento in cui la richiesta è minore.

Come abbiamo detto, infatti, se un cliente dei servizi di fornitura riesce a spostare i suoi consumi in fascia F2 o F3 con una tariffa bioraria, potrà pagare molto di meno in bolletta, in quanto durante quelle fasce orarie il costo dell’energia è minore.

Questa fluttuazione, a sua volta, dipende dalla differente richiesta di energia nelle fasce orarie, basata principalmente sui consumi delle grandi fabbriche e delle aziende energivore, concentrata durante le ore del giorno e durante i giorni lavorativi.

Fascia monoraria: come funziona e perché sceglierla

Come abbiamo visto, la fascia monoraria è quella che non prevede cambiamenti di prezzo nell’arco della giornata o nei diversi giorni della settimana. Tecnicamente, perciò, non si può nemmeno parlare di una “fascia” a tutti gli effetti, quanto piuttosto di un’unica tariffa piatta.

Si tratta quindi di una tipologia di tariffa dal funzionamento molto semplice rispetto a quelle che tengono conto delle varie fasce, e che può offrire diversi vantaggi al consumatore in base alle condizioni del contratto e alle esigenze di ciascuno:

  • in primo luogo, la tariffa monoraria offre una grande comodità nella gestione dei propri consumi. In qualsiasi ora della giornata, il cliente sa che potrà consumare tranquillamente la propria energia, senza dover pensare a cambiare le proprie abitudini per cercare di evitare dei costi maggiori;
  • poi, la tariffa monoraria è anche semplice da gestire. C’è solo un costo dell’energia, che non viene ripartito nelle diverse fasce, e il cliente non deve preoccuparsi di fare verifiche ulteriori, attivare controlli della bolletta e via dicendo;
  • spesso, inoltre, la tariffa monoraria è anche più conveniente rispetto alle altre tariffe, poiché il prezzo in fascia F0 risulta talmente più basso di quello in fascia F1 di un’altra offerta da non giustificare i tentativi di risparmio con un’offerta bioraria o multioraria.

In linea di massima, anche le tariffe biorarie possono permettere di risparmiare, ma la convenienza dipende a seconda del consumatore e della sua famiglia: non esiste un’offerta migliore in assoluto, al netto di tutti i possibili bonus o utilizzi di fonti rinnovabili (come il fotovoltaico e altre fonti di energia verde). La scelta ha molte variabili e richiede sicuramente un confronto accurato. Per esempio:

  • se tutti i membri del nucleo familiare, per esempio, lavorano fuori casa durante il giorno, sicuramente converrebbe una tariffa bioraria, in quanto i consumi per l’attivazione degli elettrodomestici finirebbero naturalmente per concentrarsi nelle ore serali o notturne;
  • viceversa, però, se solo un componente della famiglia lavora fuori casa durante i giorni lavorativi, gli altri familiari restano a casa e senza dubbio consumano una potenza maggiore, ciò rende più conveniente la fascia monoraria con prezzo fisso.