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  • Che cos’è il bonus caldaia?

    Il bonus caldaia è una forma dell’ecobonus, quella particolare agevolazione fiscale che può essere richiesta a seguito di lavori di efficientamento energetico. Il bonus caldaia è dovuto quando il cittadino sostituisce un vecchio impianto con una nuova caldaia a condensazione di classe A o superiore.

  • Chi può chiedere il bonus caldaia?

    Il bonus caldaia, purché i lavori e la richiesta siano stati fatti secondo le regole, può essere erogato a tutti i contribuenti, sia persone fisiche che titolari di reddito d’impresa.

  • Come si fa richiesta del bonus caldaia?

    Per ottenere il bonus caldaia bisogna inviare la richiesta attraverso l’apposito form sul sito di ENEA; per lavori complessi è possibile usufruire della posta tradizionale, inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno completa di tutti i dati richiesti.

Ecobonus caldaia: cos'è e come ottenerlo

È sempre consigliabile sostituire la propria vecchia caldaia di casa con dei dispositivi nuovi e moderni, di classe energetica elevata e dotati di apparecchi di termoregolazione; tuttavia, si tratta di un intervento che ha un costo talvolta non indifferente.

Fortunatamente, tutti i contribuenti possono richiedere l’ecobonus per la sostituzione della caldaia con un impianto più moderno.  Di seguito vengono riportate quali sono le condizioni, come funziona l’ecobonus e come si può fare la richiesta.

Cos’è l’ecobonus caldaia

Il bonus caldaie 2020, o ecobonus caldaia, è il nome con cui comunemente si indica la detrazione fiscale dell’ecobonus ottenibile per un intervento di sostituzione della caldaia.

L’ecobonus, più in generale, è una forma di agevolazione fiscale che possono ottenere tutti i contribuenti che effettuano interventi di riqualificazione energetica ed efficientamento energetico di un edificio o di più unità immobiliari (p. es. isolamento parti comuni di condomini, lavori su case unifamiliari, coibentazione superfici e tetto e così via).

L’erogazione dell’ecobonus avviene sotto forma di detrazione delle imposte sui redditi, o sulle persone fisiche (Irpef) o sul reddito di società (Ires), e copre tutte le spese sostenute per l’intervento per cui viene richiesto, dall’acquisto dei materiali al lavoro della manodopera, dai costi di progettazione alle altre eventuali spese accessorie.

Di recente, con la legge di bilancio 2019, la manovra finanziaria, e con il decreto rilancio del governo a luglio 2020, l’ecobonus è stato prorogato e potenziato per l’anno in corso. Pur mantenendo per molti aspetti tutte le caratteristiche che già possedeva (p. es. la suddivisione in 10 rate annuali di pari importo come metodo di erogazione), sono state fatte diverse aggiunte.

Ad oggi, l’ecobonus può essere richiesto per tre tipologie di detrazione, al 50%, 65% e perfino 110%, a seconda della tipologia di intervento effettuato.

Il bonus caldaia, dunque, rientra in questo genere di incentivi. In particolare, la sostituzione degli impianti permette di beneficiare in potenza di un bonus dal 50% fino al 65%, in base a diversi parametri come l’efficienza e la prestazione energetica della nuova caldaia.

Non si tratta però, in generale, di un superbonus per la semplice sostituzione della caldaia, ma piuttosto per la sostituzione di una caldaia, utilizzata sia per il riscaldamento di acqua calda sanitaria che per la climatizzazione invernale, con una caldaia a condensazione a risparmio energetico.

E in base alle caratteristiche della caldaia si possono avere le due aliquote differenti:

  • si applica il bonus caldaia al 65%, innanzitutto, per l’eliminazione dei vecchi impianti di climatizzazione invernale e la loro sostituzione con degli impianti moderni, dotati di caldaia a condensazione almeno di classe energetica A; contestualmente, però, devono essere installati anche dei sistemi di termoregolazione evoluti di classe V, VI o VIII;
  • la stessa aliquota si applica per l’installazione di sistemi di termoregolazione ibridi, ossia impianti con funzionamento integrato di una caldaia a condensazione e di una pompa di calore (o altro impianto in grado di sfruttare il potenziale termico);
  • l’aliquota al 50%, invece, viene applicata nel caso di semplice installazione di impianti dotati di caldaie a condensazione di classe A o superiore, senza sistemi e valvole di termoregolazione;
  • se la caldaia installata ha una classe energetica minore della A, il bonus non può essere erogato.

Si ricorda inoltre che, alternativamente all’ecobonus al 50% o al 65%, la sostituzione della caldaia può dare diritto al bonus ristrutturazioni, se i lavori effettuati incontrano i requisiti previsti. Dal momento però che quest’ultimo bonus prevede un’agevolazione massima del 50%, l’ecobonus è sempre più vantaggioso per il contribuente, limitatamente alla sostituzione della caldaia.

È evidente, quindi, che la sostituzione della caldaia diventa molto conveniente grazie all’ecobonus. Non solo una caldaia di classe A o superiore ha consumi di gran lunga più bassi sul lungo periodo, ma la spesa iniziale può essere ammortizzata ancora più facilmente e velocemente per mezzo delle agevolazioni fiscali dell’Agenzia delle entrate.

Come funziona l’ecobonus caldaia

L’ecobonus caldaia può essere richiesto dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2021 e, in linea di massima, si può applicare a tutte le tipologie di edifici esistenti, a condizione che:

  • al momento della richiesta di detrazione, l’immobile in questione sia accatastato, oppure sia attiva una richiesta di accatastamento;
  • il richiedente sia in regola col pagamento dei tributi eventualmente previsti per l’immobile;
  • sia presente un impianto di riscaldamento preesistente da sostituire con quello nuovo.

Il bonus, da regolamento, può essere erogato solo ed esclusivamente se persistono le condizioni citate.

La detrazione spetta solo alle persone fisiche, sia privati che professionisti, e in particolare a:

  • proprietari o nudi proprietari dell’immobile (o parte di immobile) in cui hanno luogo i lavori oggetto dell’agevolazione;
  • locatari (o affittuari);
  • comodatari;
  • titolari di un altro diritto reale di godimento dell’edificio come uso, usufrutto, superficie, abitazione e così via.

L’ecobonus può essere erogato solamente a chi ha effettuato il pagamento a proprio nome; per esempio, se un intervento è pagato dalla moglie del proprietario, sarà questa a poter richiedere l’agevolazione, e non il proprietario stesso.

Quali sono le spese detraibili? Di fatto, tutte quelle che riguardano anche solo incidentalmente la sostituzione della caldaia: smaltimento della vecchia caldaia, acquisto di quella nuova, eventuali opere murarie e aggiustamenti infrastrutturali, montaggio e installazione della nuova caldaia, spese per sopralluoghi, progetti e simili.

Si ricorda poi che vi è un importo massimo detraibile di 30.000€ per ciascun singolo immobile; se dunque lo stesso proprietario vuole effettuare il lavoro su più edifici di sua proprietà, ha facoltà di farlo richiedendo il bonus per ciascuno di essi. La detrazione, comunque, sarà erogata suddivisa in 10 rate annuali dello stesso importo.

Come beneficiare dell’ecobonus caldaia

Per poter ottenere la detrazione occorre, entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori, inviare apposita comunicazione a ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile).

Tale richiesta va presentata esclusivamente attraverso il sito internet di ENEA, compilando gli appositi moduli online; nello stesso sito sarà possibile anche consultare la pratica guida all’ecobonus fornita dall’ente.

Soltanto nel caso in cui i lavori siano di particolare complessità e non possano essere descritti attraverso il sistema web, è possibile richiedere l’agevolazione inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno alla sede di Roma di ENEA.

Alla comunicazione a ENEA vanno allegati tutti i documenti richiesti, cioè:

  • ricevute di pagamento e fatture dell’intervento per cui si richiede il bonus;
  • scheda informativa di tutti i lavori effettuati (allegato E o F del decreto attuativo). Deve includere tutti i dati su soggetti paganti, ditte esecutrici, lavori eseguiti, natura degli immobili, risultati in termini di miglioramento energetico;
  • certificazione dei requisiti e dei risultati del lavoro. Nel caso della sostituzione della caldaia è sufficiente allegare la documentazione fornita dal produttore e non occorre la dichiarazione da parte dei tecnici della ditta esecutrice, richiesta in genere per le altre tipologie di bonus (es. bonus finestre schermature solari e infissi, bonus facciate, bonus per pannelli solari e impianto fotovoltaico, sismabonus per riduzione rischio sismico…);
  • altri dati necessari tra cui la causale di versamento, i dati relativi alle fatture (numero, data ecc.), partita IVA e/o codice fiscale del contribuente e dell’esecutore dei lavori.

Bisogna assicurarsi poi di conservare sempre tutti i documenti, che potrebbero essere richiesti nel corso di un eventuale controllo a campione.

Vi sono poi precisi obblighi riguardo le modalità di pagamento dell’intervento per cui richiedere il bonus. Nello specifico, vi è una distinzione tra:

  • titolari di reddito d’impresa. Non hanno obblighi particolari riguardo al pagamento e possono scegliere il metodo preferito, a eccezione dei contanti (in quanto devono essere garantite la trasparenza e la tracciabilità);
  • altri soggetti privati. In questo caso vige l’obbligo di pagare tramite bonifico bancario o postale utilizzando un bonifico cosiddetto “parlante”, che indichi cioè tutte le informazioni per identificare il lavoro e i soggetti coinvolti (codice fiscale del richiedente, partita IVA dell’esecutore o della ditta esecutrice degli interventi, estremi della normativa di riferimento, ecc.).

Si ricorda infine che, in alternativa all’agevolazione fiscale, è possibile richiedere l’ecobonus sotto forma di sconto in fattura di pari importo, reso direttamente dal fornitore. Se p. es. si esegue un lavoro dal costo di 4.000€ che dà diritto a un’agevolazione del 50%, se l’esecutore offre la possibilità di farlo, si può semplicemente pagare 2.000€ avendo ricevuto uno sconto immediato di pari importo.

A loro volta, le imprese possono usare la somma come credito d’imposta, o cederla a istituti di credito o intermediari finanziari. La stessa possibilità è offerta anche al cliente.

  • Che cos’è il bonus caldaia?

    Il bonus caldaia è una forma dell’ecobonus, quella particolare agevolazione fiscale che può essere richiesta a seguito di lavori di efficientamento energetico. Il bonus caldaia è dovuto quando il cittadino sostituisce un vecchio impianto con una nuova caldaia a condensazione di classe A o superiore.

  • Chi può chiedere il bonus caldaia?

    Il bonus caldaia, purché i lavori e la richiesta siano stati fatti secondo le regole, può essere erogato a tutti i contribuenti, sia persone fisiche che titolari di reddito d’impresa.

  • Come si fa richiesta del bonus caldaia?

    Per ottenere il bonus caldaia bisogna inviare la richiesta attraverso l’apposito form sul sito di ENEA; per lavori complessi è possibile usufruire della posta tradizionale, inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno completa di tutti i dati richiesti.