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  • Quanto si spende di gas in inverno?

    Il consumo di gas invernale medio è di circa 1000 euro l’anno, ma può variare molto. Dipende principalmente dal numero di membri della famiglia, dalla dimensione delle stanze e della casa, dai costi di mercato del gas e dalla zona geografica di riferimento; in Italia una famiglia del sud spende circa il 30% dell’analoga spesa di una famiglia del nord.

  • Quanto gas consuma una famiglia di 4 persone?

    Il consumo annuo stimato per una famiglia di 4 persone è di circa 1500 Smc, che possono variare anche di molto a seconda degli utilizzi del gas, del numero di componenti della famiglia e così via.

  • Come risparmiare gas per il riscaldamento?

    Il risparmio sul riscaldamento può essere ottenuto evitando gli sprechi (come tenere aperte le finestre, riscaldare ambienti non utilizzati ecc.) oppure migliorando il sistema di climatizzazione (p. es. cambiando la caldaia, o migliorando l’isolamento termico dell’edificio).

Consumo di gas medio per famiglia: guida al calcolo

Il consumo di gas per una famiglia italiana può incidere anche di molto sul bilancio assieme alle bollette della luce, a seconda di vari fattori, dal numero di componenti del nucleo famigliare fino alle caratteristiche dell’abitazione.

Ma come si calcola il consumo medio di gas per una famiglia italiana? Quanto si consuma per riscaldare gli ambienti, produrre acqua calda sanitaria e cucinare? E come è possibile risparmiare sul gas? Ecco tutte le risposte, i dati, le informazioni utili e i consigli in questa guida.

Come valutare il consumo di gas medio per famiglia

Per stimare il consumo di gas medio per famiglia è necessario tenere in considerazione tantissimi elementi. Ogni famiglia è una storia a sé, e moltissimo dipende sia dal numero dei componenti della famiglia, sia dalle loro abitudini di consumo.

Anche le caratteristiche della casa sono fondamentali: bisogna valutare se si tratta di una casa con un isolamento buono o scarso, quanto ampie sono le dimensioni dei locali da riscaldare e così via.

I consumi di gas per una famiglia, infatti, dipendono da tre utilizzi principali:

  • il riscaldamento e la climatizzazione invernale degli ambienti, fonte principale del consumo di tutte le famiglie;
  • la produzione di acqua calda sanitaria, più o meno dispendiosa in base allo scaldabagno o caldaia impiegati;
  • la cottura dei cibi, che richiede un utilizzo di gas minimo.

In tutti e tre i casi, è possibile utilizzare anche fonti alternative, principalmente l’energia elettrica (magari prodotta tramite fonti rinnovabili come il fotovoltaico), soprattutto per l’acqua calda, ma anche fonti alternative come la pompa di calore per il riscaldamento dei locali. Anche questo, naturalmente, va a influire sul consumo di gas complessivo.

In generale, poi, è particolarmente influente anche la caldaia utilizzata sia per il riscaldamento che per l’acqua. Se si tratta di un nuovo modello a condensazione, con classe energetica A o superiore, i consumi saranno più ridotti, fino al 20-25% rispetto a una vecchia caldaia tradizionale.

La media pesata di consumo di gas per ogni famiglia è di pari a circa 770 Smc di gas: ma tutti gli elementi che abbiamo menzionato concorrono ad aumentare o diminuire anche in maniera importante questo consumo. Pertanto, occorre tenere in considerazione tutti questi aspetti quando si tratta di stimare il consumo del gas.

In particolare, è necessario ragionare a partire dai seguenti elementi:

  • tipologia di abitazione (appartamento in condominio oppure villetta autonoma);
  • zona climatica di residenza. Chi abita a Trento consumerà molto più gas per il riscaldamento rispetto a una famiglia di Napoli;
  • numero di persone nella famiglia;
  • superficie complessiva dell’abitazione;
  • qualità dell’isolamento dell’abitazione (presenza del cappotto termico, ecc.);
  • tipologia di energia di servizio utilizzata per le funzioni di riscaldamento, produzione acqua calda e cucina (p. es. se si utilizza uno scaldabagno elettrico oppure a gas).

Consumo di gas medio per il riscaldamento

Il riscaldamento degli ambienti avviene perlopiù tramite gas metano, dal momento che si tratta ancor oggi del sistema più economico e diffuso per riscaldare le case.

In verità, non è in tutti i casi il più economico: chi ha una casa di proprietà, a fronte di un investimento iniziale, può utilizzare fonti alternative di riscaldamento che sul lungo periodo possono offrire un risparmio, soprattutto laddove il riscaldamento è utilizzato molti mesi all’anno. Pensiamo ai sistemi di riscaldamento a pavimento che usano l’elettricità, oppure a quelli con pompa di calore, che offrono un gran risparmio sul prezzo in bolletta.

In ogni caso, il consumo di gas per il riscaldamento degli ambienti varia soprattutto a seconda della zona climatica in cui ci si trova. In Italia, per classificare le spese di trasporto e gestione del contatore in base al territorio, vengono utilizzate 6 zone, individuate da ARERA (l’Autorità di regolazione per energia rete e ambiente): nord-occidentale, nord-orientale, centrale, sud-orientale, sud-occidentale, meridionale.

Il problema sta naturalmente nella temperatura media esterna: le località del nord, a maggior ragione se in montagna, hanno una temperatura invernale mediamente molto più bassa delle località del sud, pertanto avranno anche un consumo maggiore. Si pensi che in una città come Milano il consumo di gas per il riscaldamento è quasi tre volte superiore a quello di una città siciliana.

In più occorre tenere in conto altre caratteristiche dell’abitazione, come la superficie da riscaldare e l’isolamento termico, ma anche l’efficienza generale dell’impianto di riscaldamento e la presenza o meno di termostati moderni e valvole termostatiche.

Consumo di gas medio per l’acqua calda e la cucina

Anche la produzione di acqua calda sanitaria può costituire una voce di consumo non indifferente sul totale del gas utilizzato dalle famiglie italiane.

Questo soprattutto in caso di riscaldamento centralizzato: per chi vive in condominio, la caldaia condominiale è utilizzata in genere soltanto per il riscaldamento degli appartamenti, mentre ciascuna famiglia utilizza uno scaldabagno per riscaldare l’acqua utilizzata per lavarsi, cucinare, lavare le stoviglie, fare i servizi e così via.

In generale, la produzione di acqua calda sanitaria può arrivare a coprire fino al 10-20% dei consumi totali di gas, sempre a seconda della zona climatica (se si utilizza più gas per il riscaldamento, la percentuale di gas usato per l’acqua scenderà).

Il valore assoluto del consumo dipende dal numero di membri della famiglia: una sola persona consuma circa 60-70 Smc ogni anno per riscaldare l’acqua, mentre una famiglia di quattro o cinque persone consuma tra i 250 e i 400 Smc.

Invece, sulla spesa complessiva per il gas, la quantità spesa per cucinare i cibi è davvero minima: in media, si parla del 5% del totale della bolletta, anche se ovviamente tutto cambia a seconda del numero di persone del nucleo familiare e dalla tariffa del gas. Una persona singola spenderà circa 40-50 Smc annui, mentre una famiglia di cinque o sei componenti arriva a 90-110 Smc.

Come diminuire il consumo di gas?

Una volta stimato il proprio consumo di gas, vien naturale cercare un modo per diminuirlo. Ma come si può risparmiare sul gas? Senza dubbio, occorre intervenire sulle proprie abitudini di consumo.

Partendo dalla cottura dei cibi, ci sono alcuni accorgimenti che si possono prendere, soprattutto se si vive soli:

  • chiudere i coperchi in fase di cottura;
  • utilizzare solo pentole di qualità, che mantengano la temperatura;
  • scegliere padelle e pentole di dimensioni adatte al fornello;
  • terminare la cottura dei cibi a gas spento;
  • sostituire i fornelli a gas con un piano a induzione, più sicuro (evita il fuoco libero) e molto più economico.

È importante anche intervenire sul riscaldamento dell’acqua sanitaria, che è causa di una spesa ancor più cospicua. Si potrebbe dunque:

  • evitare gli sprechi di acqua, soprattutto quando non c’è necessità di utilizzarla calda (p. es. per bagnare le piante);
  • preferire l’acqua tiepida, soprattutto nei mesi estivi;
  • regolare lo scaldabagno su temperature adeguate (attorno ai 40° d’estate e 50° d’inverno, entro i limiti di tutela);
  • acquistare uno scaldabagno di ultima generazione, con dispositivi appositi per il risparmio energetico.

Ma la voce principale di consumo rimane, come abbiamo visto, il riscaldamento. Su questo si possono impiegare tantissimi accorgimenti diversi per cercare di ridurre consumi e sprechi:

  • utilizzare le termovalvole, essenziali per regolare la temperatura dei singoli ambienti di casa;
  • non riscaldare tutte le stanze, scegliendo per esempio solo gli ambienti in cui è necessario stare di giorno;
  • evitare il passaggio d’aria tenendo chiuse le finestre e le porte, così da non disperdere il calore accumulato;
  • utilizzare termostati avanzati, soprattutto con la funzione dell’attivazione a tempo tramite timer, così da poter riscaldare un ambiente poco prima di doverlo utilizzare;
  • mantenere temperatura più basse. Ogni grado di temperatura che supera i 18°, in inverno, è uno spreco che può essere evitato.
  • migliorare l’isolamento termico della casa attraverso ristrutturazioni mirate (p. es. la sostituzione degli infissi o il cappotto termico), magari sfruttando gli incentivi fiscali e le detrazioni dell’ecobonus;
  • sostituire la vecchia caldaia con una nuova caldaia a condensazione. La spesa iniziale può essere ammortizzata facilmente grazie al risparmio considerevole offerto da questi modelli di caldaia particolarmente moderni ed efficienti.

Infine, per risparmiare in bolletta i clienti di un servizio di fornitura possono cambiare offerte e fornitore per la gestione delle proprie utenze, così da pagare di meno ogni mese per la materia prima gas, indipendentemente dai metri cubi e al netto delle tasse e delle condizioni dei contratti. La ricerca del miglior fornitore nazionale riguarda molti consumatori italiani, ma anche le maggiori imprese in cerca di una potenza sufficiente e di un servizio affidabile: consigliamo di affidarsi al mercato libero per trovare sempre le tariffe migliori.

  • Quanto si spende di gas in inverno?

    Il consumo di gas invernale medio è di circa 1000 euro l’anno, ma può variare molto. Dipende principalmente dal numero di membri della famiglia, dalla dimensione delle stanze e della casa, dai costi di mercato del gas e dalla zona geografica di riferimento; in Italia una famiglia del sud spende circa il 30% dell’analoga spesa di una famiglia del nord.

  • Quanto gas consuma una famiglia di 4 persone?

    Il consumo annuo stimato per una famiglia di 4 persone è di circa 1500 Smc, che possono variare anche di molto a seconda degli utilizzi del gas, del numero di componenti della famiglia e così via.

  • Come risparmiare gas per il riscaldamento?

    Il risparmio sul riscaldamento può essere ottenuto evitando gli sprechi (come tenere aperte le finestre, riscaldare ambienti non utilizzati ecc.) oppure migliorando il sistema di climatizzazione (p. es. cambiando la caldaia, o migliorando l’isolamento termico dell’edificio).