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  • Quali sono le agevolazioni ISEE per luce e gas?

    Entro determinati limiti ISEE (circa 8500€, saliti a 20.000€ per famiglie numerose) i clienti di un servizio di fornitura hanno diritto agli sconti in bolletta del bonus sociale.

  • Chi ha diritto al bonus sociale?

    Il bonus sociale può essere richiesto per chi è in condizioni di grave disagio fisico oppure economico.

  • Come si richiede il bonus sociale?

    Occorre presentare domanda di bonus portando tutti i moduli, scaricabili online dall’apposita sezione del sito ARERA, e ogni documento relativo, presso il Comune o un ente convenzionato.

Bonus luce e gas: ecco le agevolazioni ISEE

Per i clienti di un servizio di fornitura che si trovano in difficoltà economiche è stato creato da qualche anno il bonus luce e gas, che può essere richiesto per motivi di salute ma anche per disagio economico, valutato in base all’indicatore ISEE.

Ecco che cos’è il bonus luce e gas, quali sono i termini e i requisiti, a quanto ammonta e come si richiede; in più vi presentiamo tutte le informazioni più utili e i consigli più importanti a riguardo nella nostra guida.

Bonus luce e gas: che cos’è

Il bonus luce e gas è più conosciuto con il nome di bonus sociale, e designa una particolare tipologia di sconto sulla spesa annua relativa alle utenze di luce e gas. La sua peculiarità è quella di rivolgersi ai consumatori che si trovano in situazioni di disagio economico oppure che hanno un componente del nucleo familiare in condizioni di disagio fisico. L’obiettivo del bonus è appunto aiutare le persone in difficoltà a pagare sempre le proprie bollette.

Il bonus sociale è stato introdotto dal governo nel 2009 nelle sue tre forme (bonus energia elettrica, bonus gas naturale, bonus idrico) con apposito decreto; le normative di regolazione sono state emanate però da ARERA (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), e la gestione finale dei bonus è demandata infine ai Comuni in cui risiedono i richiedenti.

I richiedenti possono essere tutti i clienti domestici residenziali (non le imprese) che siano titolari di un contratto di fornitura. Ma quali sono i requisiti per poter chiedere il bonus sociale? Di fatto, ne esistono due:

  • il disagio fisico, cioè la presenza, nella stessa famiglia e nella stessa casa, di uno o più soggetti in condizioni sanitarie gravi che necessita di rimanere sempre collegato a un macchinario salvavita. Tali macchinari, infatti, comportano un costante consumo di corrente, e chi è costretto a utilizzarle deve avere il diritto di non vedere interrotta la propria fornitura di energia nel caso in cui non potesse pagarla interamente. L’elenco degli apparecchi elettromedicali salvavita ammessi, per i quali cioè può essere richiesto il bonus, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 marzo 2011, all’allegato A, articoli 1-3; comprende grossomodo tutti gli strumenti di questo tipo più diffusi e utilizzati per le diverse tipologie di malattia, come quelli per la dialisi, i materassi antidecubito, i sollevatori e via dicendo. Si ricorda che per il disagio fisico può essere richiesto solo il bonus luce (il bonus gas può vale soltanto per requisiti di carattere economico);
  • il disagio economico, con certificazione dei parametri di soglia ISEE di basso reddito. Questo a sua volta ha varie distinzioni a seconda del tetto massimo di reddito ISEE (fino a 8265€ per chi ha meno di 3 figli a carico, e fino a 20.000€ per chi ha più di 3 figli a carico) e a seconda del numero di residenti (fino a 5 con potenza del contatore fino a 3 kW, oppure 5 o più ma con potenza del contatore fino a 4,5 kW).

Una novità dell’anno scorso, inoltre (il decreto legge n. 26 del 2019), ha previsto anche la possibilità di ottenere il bonus anche per chi riceve il reddito di cittadinanza (o la pensione di cittadinanza). Quanti hanno fatto richiesta per una tra queste due agevolazioni possono anche godere del bonus sociale, qualora rientrino nei requisiti elencati.

Attenzione invece alla modalità di ricezione del bonus, che va distinta a seconda della tipologia dello stesso:

  • il bonus luce viene ricevuto direttamente sotto forma di sconto sulla bolletta;
  • il bonus gas ha invece due modalità di ricezione distinte. Per i clienti diretti, ossia quelli che hanno un impianto di riscaldamento autonomo, il bonus arriva in bolletta, mentre i clienti indiretti, ossia quanti hanno il riscaldamento centralizzato nel condominio, possono ritirare il bonus all’ufficio postale.

A quanto ammonta il bonus luce e gas?

Una delle domande più frequenti riguarda il valore del bonus sociale. Per l’anno in corso, il suo valore dipende innanzitutto dalla tipologia, e poi dai requisiti.

Per quanto riguarda il bonus elettrico:

  • se ottenuto per disagio fisico, si distingue in base alla potenza del contatore. Se è entro i 3 kW, il bonus parte da 185€ (fino a 600 kWh annui di consumi) e sale a 305€ (600-1200 kWh) e 440€ (superiore a 1200 kWh). Se invece la potenza è oltre i 3 kW, i tre scaglioni di consumo vedono aumentare il corrispettivo a 433€, 548€ e 663€;
  • se ottenuto per disagio economico, si distingue in base al numero di componenti della famiglia: per 2 membri sono corrisposti 125€ annui, per 3 o 4 membri si arriva a 148€, sopra i 4 componenti 173€.

Invece, il bonus gas non ha un valore preciso: oscilla tra 32€ e 264€ annui, in base a diversi fattori, quali per esempio:

  • il numero di membri del nucleo familiare;
  • le modalità di utilizzo del gas (riscaldamento, produzione acqua calda sanitaria, cottura…);
  • la zona territoriale e climatica (rif. D.P.R. 412/1993).

Per meglio conoscere il possibile bonus gas cui si ha diritto si può consultare il calcolatore sul sito di ARERA (percorso: dalla home di accesso alla pagina Consumatori – Gas – Bonus gas).

Il valore dei bonus è deciso da ARERA, che lo adatta ogni anno entro la fine dell’anno precedente. A seconda dei vari parametri, può rappresentare circa il 10-20% del totale pagato in bolletta. Inoltre, i bonus sono cumulabili l’uno con l’altro: chi ne ottiene uno e ne ha i requisiti può fare richiesta anche per gli altri.

L’unica limitazione relativa ai bonus è, sul bonus gas, l’esigenza della connessione alla rete di distribuzione nazionale (non può essere erogato, cioè, a chi utilizza il gas nelle bombole GPL). Per il resto, i bonus possono essere erogati con qualsiasi offerta e fornitore di energia elettrica o gas metano, indipendentemente dal distributore, dalla zona geografica, dalla tipologia di mercato (mercato libero o servizio di maggior tutela) e così via. In più, il cliente può anche cambiare il proprio contratto o la propria società di fornitura durante il periodo di erogazione del bonus senza che vi siano problemi: il risparmio maturato verrà trasferito da un gestore a un altro.

Come richiedere il bonus luce e gas

Per richiedere il bonus luce e gas bisogna fare domanda presentando la documentazione e la modulistica necessarie. Queste comprendono una serie di moduli, scaricabili dal sito ARERA nella sezione dedicata ai bonus sociali. I moduli sono:

  • modulo A, il più importante, con il quale si fa richiesta per il bonus (o per più di un bonus);
  • modulo FN. È la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che serve da autocertificazione dello stato di famiglia numerosa. Va presentato se il requisito è impiegato direttamente per la richiesta del bonus;
  • allegato CF, la dichiarazione sostitutiva dei componenti del nucleo ISEE;
  • allegato D, la delega per portare la documentazione (da utilizzarsi in caso di necessità).

In più, bisogna anche presentare tutti i documenti aggiuntivi e le informazioni necessarie:

  • copia della carta d’identità in corso di validità;
  • attestazione ISEE del titolare dell’utenza;
  • certificato dell’ASL locale sugli apparecchi per il mantenimento in vita utilizzati, se è richiesto per il bonus disagio fisico;
  • dati identificativi del titolare (codice fiscale, numero cliente, indirizzo, codice POD o codice PDR dell’utenza…).

I moduli e i documenti vanno consegnati al Comune di residenza oppure a enti e istituti autorizzati, come i Centri di assistenza fiscale (CAF) o le località montane. Nel caso in cui il cliente cambi poi residenza, deve effettuare la comunicazione di cambio residenza all’organismo presso il quale ha richiesto il bonus; la comunicazione va fatta utilizzando il modulo apposito, scaricabile dal sito di ARERA assieme agli altri.

Il cliente, dopo aver inoltrato la domanda, può controllare l’avanzamento della stessa in una delle seguenti modalità:

  • tramite il sito di ARERA, utilizzando il codice che identifica la richiesta;
  • via telefono, chiamando il numero dello Sportello per il consumatore;
  • chiedendo maggiori informazioni presso il Comune o l’ente cui si è fatta la richiesta.

A seguito dell’accettazione della richiesta, al cliente verrà notificata l’erogazione del bonus sociale. Concretamente, questa è suddivisa in 12 rate mensili, e contestualmente all’arrivo dell’ultima il cliente riceverà anche una notifica di scadenza da parte dello SGAte (Sistema di gestione delle agevolazioni sulle tariffe energetiche).

A quel punto, se i beneficiari hanno un bonus elettrico per disagio fisico, non dovranno fare nulla, dal momento che il rinnovo è automatico; in caso contrario, se continuano ad avere i requisiti, possono fare domanda di rinnovo presentando, sempre allo stesso organismo, il modulo RS (Rinnovo semplificato) oppure, in caso di modifiche, un nuovo modulo A con relativi allegati. Se sopravviene una variazione di residenza si presenta il modulo VR.

  • Quali sono le agevolazioni ISEE per luce e gas?

    Entro determinati limiti ISEE (circa 8500€, saliti a 20.000€ per famiglie numerose) i clienti di un servizio di fornitura hanno diritto agli sconti in bolletta del bonus sociale.

  • Chi ha diritto al bonus sociale?

    Il bonus sociale può essere richiesto per chi è in condizioni di grave disagio fisico oppure economico.

  • Come si richiede il bonus sociale?

    Occorre presentare domanda di bonus portando tutti i moduli, scaricabili online dall’apposita sezione del sito ARERA, e ogni documento relativo, presso il Comune o un ente convenzionato.