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Fine del mercato tutelato: perché è finito e cosa succederà?

Sebbene la notizia continui a essere affermata e smentita da anni, sembra essere arrivata la fine del mercato tutelato, fissata per il 2022 da un emendamento del governo alla manovra del 2019.

Ma che cosa vuol dire “fine del mercato tutelato”? E che cosa comporta per i consumatori? Di seguito vengono riportate tutte le risposte e le informazioni utili sulla fine del servizio di maggior tutela.

Che cosa significa mercato tutelato

Per comprendere che cosa comporta la fine del mercato tutelato, bisogna prima di tutto capire che cos’è il mercato tutelato, o servizio di maggior tutela. In pratica, è una tipologia di offerte e di tariffe che si contrappone a quelle del libero mercato. In poche parole:

  • per le offerte del mercato libero, vige la competizione tra le società di vendita dell’energia. I fornitori stabiliscono interamente le caratteristiche delle proprie offerte, e operano secondo la legge della concorrenza economica;
  • invece, il mercato tutelato è regolato da ARERA (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) che si occupa di normare il settore e l’ambito energetico. Le condizioni economiche e le condizioni contrattuali delle offerte sono stabilite dall’Autorità, anche se concretamente il cliente ha un contratto con diversi fornitori a seconda della zona geografica. Concretamente, questo vuol dire che i prezzi sono decisi da ARERA a livello centrale, e variano ogni tre mesi in base al meccanismo di domanda e offerta che influisce sul prezzo all’ingrosso.

Quanto ai fornitori del servizio di maggior tutela, essi sono:

  • i distributori locali per la fornitura dell’energia elettrica, ciascuno nel territorio di propria competenza;
  • tutti i fornitori del mercato libero, qualora vogliano offrire questo tipo di offerte, per la fornitura del gas naturale.

L’esistenza del servizio di tutela dipende dal processo graduale di liberalizzazione del mercato energetico in corso in Italia. Esso ha concesso ai fornitori di inserirsi liberamente nel mercato, ma è rimasta la possibilità per i titolari di utenze domestiche (ma anche per aziende connesse in bassa tensione) di usufruire di un servizio regolamentato più vicino al vecchio modello del mercato unico, ovvero il servizio di tutela.

Anche la fine del servizio di tutela dipende dalla liberalizzazione del mercato: quando i cittadini avranno acquisito una maggiore consapevolezza delle regole e delle potenzialità del mercato libero, il mercato tutelato potrà cessare di esistere, avendo svolto la sua funzione di transizione.

In effetti, il servizio di maggior tutela è oggi in calo costante tra i consumatori italiani, sia famiglie che imprese, malgrado la mancata politica di informazione. In base ai dati più recenti, quasi la metà degli italiani è oggi servito da un fornitore del mercato libero. Tuttavia, i continui rinvii della fine del mercato tutelato indicano che la consapevolezza dei consumatori non è ancora ritenuta sufficiente per eliminare il servizio di tutela.

Quando finisce il servizio di tutela e cosa succede

Il mercato di maggior tutela, in base a quanto previsto dalla normativa attuale, dovrebbe finire il 1° gennaio 2022. A partire da quella data, i consumatori italiani non potranno più sottoscrivere un’offerta luce e gas nel mercato tutelato, né mantenere le medesime offerte qualora già sottoscritte.

Questa data è frutto dell’ultima proroga, decisa dal Ministero dello Sviluppo Economico col decreto Milleproroghe del 2019; la fine del mercato tutelato è stata più volte rinviata negli ultimi anni (la penultima volta al luglio 2020), a causa del fatto che, a quanto sembra, i cittadini non sono pronti al passaggio al mercato libero, che conoscono e sfruttano ancora troppo poco.

Ma cosa accad quando fini il servizio di tutela? Di fatto vi è un certo grado di incertezza sulla situazione futura dei clienti del mercato tutelato.

Si pensi al continuo slittamento, causa di un ritardo costante sulla tabella di marcia della liberalizzazione e non accompagnato da iniziative per fornire informazioni agli utenti sui criteri di ingresso consapevole sul mercato libero. Ma Si pensi anche che non c’è ancora una norma precisa o una comunicazione di ARERA che stabilisca la precisa modalità di abolizione del mercato tutelato.

Potrebbe accadere, per esempio, che a gennaio 2022 i clienti rimasti ancora col servizio di maggior tutela si ritrovino all’improvviso senza fornitore? Non è da escludere. Certo non vi saranno interruzioni nell’erogazione di energia elettrica e gas; tuttavia, lo statuto contrattuale potrebbe cambiare, sia pure senza costi aggiuntivi.

È molto probabile che i clienti del tutelato si troveranno temporaneamente con il servizio di salvaguardia, ossia una tipologia di fornitura erogata dall’esercente di salvaguardia, scelto tramite apposita procedura concorsuale dall’Acquirente Unico, ovvero dalla società garante della fornitura di energia per i piccoli consumatori.

Il problema per il cliente potrebbe essere il sovrapprezzo applicato dal servizio di salvaguardia: gli operatori che vincono la gara dell’Acquirente Unico, infatti, si vedono assegnare una regione di competenza e anche un “parametro omega”, cioè il valore della percentuale di aumento del prezzo dell’energia che possono richiedere ai loro clienti per il servizio fornito (oltre al costo normale, basato sull’evoluzione dei mercati al dettaglio).

In ogni caso, anche con il servizio di salvaguardia, l’uscita dalla tutela sarà graduale e non si limiterà a una comunicazione in bolletta di chiusura che potrebbe lasciare spaesati dei clienti poco informati. Inoltre, vedrà prima le piccole e medie imprese accedere al mercato libero: l’obbligo per le PMI scatta già dal gennaio 2021.

Si ricorda, però, che esistono anche altre possibili soluzioni per il passaggio automatico al mercato libero, ancora in via di esame da parte della politica, basate su diverse forme di percorso di uscita, ad esempio:

  • le offerte PLACET (Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela), che potrebbero essere estese a tutti gli ex clienti del tutelato;
  • una procedura di aste intermedie e finali, aperte a tutti i fornitori del mercato libero, con pagamenti per i contratti del mercato tutelato, allo scopo di evitare passaggi in blocco e forme di oligopolio (che si verificherebbero se i contratti in tutela rimanessero con lo stesso operatore anche nel mercato libero, dal momento che il principale operatore della tutela, Enel, ha un quantitativo di clienti nettamente superiore ai concorrenti del mercato libero);
  • le tariffe in tutela simile;
  • la proposta di un servizio di comparazione delle tariffe e consultazione o sportello del consumatore. Potrebbe includere un elenco di venditori abilitati al servizio e una forma di confronto dei prezzi, in maniera simile al portale offerte di ARERA o ad altri strumenti di confronto.

Passare subito al mercato libero: conviene?

Il passaggio al mercato libero per i clienti del servizio di tutela, anche prima della conclusione di quest’ultimo, è senz’altro sempre conveniente sotto molti punti di vista. Per questo è una buona idea decidere di passare fin da subito al mercato libero, sfruttando semplicemente la procedura di cambio fornitore.

Infatti, il mercato libero apporta diversi vantaggi e benefici agli utenti rispetto al tutelato. Tra questi possiamo ricordare:

  • maggiore convenienza delle tariffe. Se il cliente trova l’offerta adatta alle proprie esigenze, col mercato libero può arrivare a risparmiare fino a 150€ annui;
  • possibilità di scelta tra tariffe, operatori e offerte. Esistono offerte green con energia da fonti rinnovabili come il fotovoltaico, offerte con servizi aggiuntivi, offerte personalizzabili in base a moltissime caratteristiche e alle esigenze del cliente finale;
  • offerte con sconti, agevolazioni, bonus sui consumi ed eventuali programmi fedeltà;
  • garanzia del prezzo fisso anche con scadenza a 12 o 24 mesi su moltissime offerte per la materia prima energia, a differenza del prezzo variabile rinnovo trimestrale del mercato tutelato;
  • presenza di offerte PLACET, per non perdere del tutto la garanzia delle condizioni contrattuali di ARERA;
  • gratuità del passaggio. Cambiare offerta o fornitore è sempre gratuito e immediato, senza interruzioni del servizio e senza intervento tecnico sul contatore (né contatore elettronico né contatore meccanico);
  • possibilità di avere lo stesso fornitore per luce e gas, il che offre la comodità di un solo canale di contatto e anche ulteriori opportunità di risparmio energetico grazie alle offerte dual, con prezzo esclusivo per chi sottoscrive sia un contratto luce che gas.

Ma come passare al mercato libero? Si tratta di un’operazione semplicissima: basta effettuare un cambio offerta tramite il proprio fornitore o sottoscrivere un contratto con un nuovo fornitore per un’offerta sul libero mercato; il fornitore si occuperà poi della gestione delle pratiche amministrative.

Per sottoscrivere un contratto si possono utilizzare tutti i canali di contatto abituali: numero verde dell’assistenza clienti, app su smartphone, mail, sito internet ecc.

Al fornitore bisogna inviare il contratto firmato, una copia del documento di identità e degli altri documenti necessari e tutti i dati richiesti: nome, cognome, codice fiscale o partita IVA, indirizzo della fornitura, indirizzo email e numero di telefono, codice POD o codice PDR come dati identificativi dell’utenza, ed eventualmente il codice IBAN per l’addebito diretto su conto corrente delle bollette.