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Mercato libero energia passaggio obbligatorio: cosa serve sapere

In base all’ultimo aggiornamento legislativo, dopo più di una proroga e di uno spostamento, il passaggio al mercato libero diventerà obbligatorio per tutti a partire dal gennaio 2022; di conseguenza, il servizio di tutela non esisterà più.

Che cosa cambia allora per i clienti finali? Cosa devono fare i consumatori per prepararsi al libero mercato? Di seguito vengono riportate le risposte a tutte le domande in questa breve guida al passaggio al mercato libero dell’energia.

Dal 2022, via al mercato libero

Il decreto Milleproroghe, alla fine del 2019, ha confermato la proroga per la fine del mercato tutelato. Inizialmente prevista per il 2020, questa è stata spostata al 1° gennaio 2022. Da quella data, i cittadini non potranno più usufruire del servizio di maggior tutela, e dovranno scegliere un fornitore e un’offerta del mercato libero per energia e gas naturale.

Inoltre, per le piccole imprese la data è anticipata di un anno, al 1° gennaio 2021. Lo scopo di questa differenza sta nell’intenzione di privilegiare le imprese rispetto ai piccoli consumatori per il passaggio al mercato libero.

Com'è noto infatti, a partire dal 2007 e fino al completamento della transizione verso la piena liberalizzazione del settore dell’energia, almeno per quanto concerne il mercato residenziale (quindi senza considerare il servizio di Salvaguardia) esistono due tipologie di mercato dell’energia:

  • il mercato libero, dove vige la libera concorrenza e la competizione tra diversi operatori, venditori dell’energia ai clienti privati e pubblici. I contratti nel mercato libero hanno condizioni interamente stabilite dai fornitori stessi, entro i limiti previsti dalla legge;
  • il mercato tutelato (o servizio di tutela), in cui operano fornitori privati ma erogando materia prima in base a condizioni economiche e condizioni contrattuali stabilite da disposizioni di ARERA (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente): ovvero, con tariffe stabilite dall’Autorità e tutela del cliente (trattamento dei dati, diritti del consumatore ecc.) esercitata secondo i termini previsti dalla normativa.

Dopo molto tempo e numerosi rinvii, a meno di una nuova proroga, sembra esser giunto il momento della definitiva chiusura del mercato regolamentato, e l’avvio delle fasi del passaggio obbligatorio al mercato libero.

Il mercato tutelato, del resto, fin dalla sua nascita, era pensato come forma di transizione per i consumatori in direzione del passaggio completo al mercato libero. Prevede che alcune società di vendita apposite (che possono anche coincidere con i distributori di rete) possano erogare energia a famiglie e imprese che per vari motivi non sottoscrivono un contratto nel mercato libero.

Si tratta dunque, fin dall’inizio, di una tutela temporanea, dallo scopo di consentire nel frattempo ai cittadini di aumentare la propria consapevolezza sul funzionamento del mercato libero e apprendere il modo per trovare l’offerta migliore per le proprie esigenze.

Per questo, il passaggio al mercato libero sarà obbligatorio nel 2022; nel frattempo, si può già passare e godere dei vantaggi di un mercato di concorrenza, ovvero:

  • passaggio gratuito. Il cambio di fornitore o di offerta è sempre senza costi per il cliente, e non prevede interventi tecnici sul contatore gas o luce o interruzioni del servizio;
  • presenza di contratti o offerte PLACET (Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela), con caratteristiche ibride tra i due mercati e prezzo indicizzato;
  • maggiore convenienza delle tariffe del mercato libero. È provato, infatti, che un consumatore che si rivolge al mercato libero ha in media molte più possibilità di trovare un’offerta a tariffe vantaggiose, per un vantaggio economico che potrebbe arrivare fino a 150€ all’anno. Questo sia perché i prezzi del mercato tutelato sono aumentati di diversi punti percentuali negli ultimi anni, sia perché le offerte del mercato libero includono anche servizi aggiuntivi come agevolazioni, bonus, sconti e programmi fedeltà;
  • possibilità di ottenere un prezzo fisso per la spesa materia prima (o spesa materia energia), a differenza delle tariffe del mercato tutelato che sono a prezzo variabile su base trimestrale. Se il cliente lo desidera, nel mercato libero può scegliere una tariffa che non oscilla in base a domanda e offerta del mercato all’ingrosso, ma resta fissa a prezzo bloccato anche per 12 o 24 mesi;
  • possibilità di avere lo stesso fornitore per luce e gas. Nel mercato tutelato non è possibile avere lo stesso fornitore per entrambe le tipologie di utenza, mentre questa scelta nel mercato libero è talvolta ancora più conveniente. Da un lato, infatti, esistono le cosiddette offerte dual, che permettono al cliente di usufruire di un prezzo di acquisto esclusivo se si sottoscrive un contratto sia per la luce che per il gas; dall’altro lato, vi è la comodità di poter comunicare con un solo fornitore attraverso un unico servizio clienti e una sola applicazione per la gestione delle utenze;
  • presenza di offerte di energia diverse. Un fornitore può proporre un’offerta di energia verde, offerte standard o personalizzate con servizi aggiuntivi, a seconda delle politiche commerciali e degli interessi del cliente.

Che cos’è il servizio di salvaguardia

Che cosa accade quando finisce il mercato tutelato? Può accadere che il cittadino si ritrovi senza un fornitore? Qui entra in gioco il servizio di salvaguardia, che dovrebbe farsi carico in automatico del cliente che per vari motivi perde il fornitore e, in base a indicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, dovrebbe accogliere tutti i consumatori rimasti ancora con il servizio di tutela nel gennaio 2022.

Che cos’è il servizio di salvaguardia? È un servizio dedicato agli utenti che sono rimasti privi di fornitore perché non hanno rinnovato un contratto con un fornitore o per qualsiasi altro motivo (incluso appunto, com’è probabile, quanti si troveranno ancora con il servizio di tutela nel 2022).

È una tipologia di fornitura con caratteristiche ibride, destinata agli utenti alimentati in media tensione, clienti domestici o      aziende in bassa tensione con più di 50 dipendenti e un fatturato annuo superiore ai 10 milioni di euro.

Il fornitore che eroga materialmente l’energia nel servizio di salvaguardia è detto esercente di salvaguardia. L’esercente di salvaguardia è scelto per mezzo di una gara d’appalto indetta dall’Acquirente Unico, ossia dalla società garante della fornitura per i piccoli consumatori che gestisce il Sistema Informativo Integrato (SII).

L’esercente di salvaguardia è rinnovato a cadenza biennale e nominato su base regionale. Al momento della procedura concorsuale, l’Acquirente Unico assegna per ogni regione anche il valore del parametro omega, ossia la percentuale di maggiorazione che il fornitore ha diritto di applicare sul prezzo di vendita all’ingrosso dell’energia erogata. Per gli anni 2019 e 2020 gli esercenti di salvaguardia sono tre grandi società: Hera Comm, A2A Energia e Enel.

Le uniche alternative al servizio di salvaguardia per gestire le implicazioni della fine del mercato tutelato potrebbero essere l’impiego di gruppi di acquisto organizzati dallo sportello del consumatore, oppure i servizi di tutela simile per la vendita al dettaglio dell’energia agli utenti, ma è troppo presto per dirlo.

Come passare al mercato libero

Per evitare allora di farsi trovare impreparati dalla chiusura del servizio di tutela, è bene passare fin da subito al mercato libero, attraverso una procedura di cambio gestore per passare dal fornitore del mercato tutelato a un qualsiasi venditore del libero mercato.

In Italia il mercato libero è scelto da un numero sempre maggiore di utenti, famiglie e aziende. I dati più recenti, relativi al 2018, rivelano come già metà dei clienti di un servizio di fornitura in Italia siano passati al mercato libero: una percentuale ancora insufficiente, ma che comunque fa ben sperare per il futuro, soprattutto se sarà accompagnata da opportuni programmi di formazione e informazioni utili per gli utenti.

Chi vuole quindi abbandonare il servizio di tutela deve compiere un’unica, semplice operazione: sottoscrivere un contratto con un nuovo fornitore sul libero mercato. Tutto qui: sarà poi il fornitore a prendere in carico la pratica di passaggio, invitando contestualmente il vecchio fornitore alla disdetta del contratto precedente.

Per fare richiesta bisogna rivolgersi direttamente al fornitore tramite i consueti canali di contatto (numero verde dell’assistenza clienti, app, portale internet…), inviando il contratto firmato, una copia del documento d’identità e tutti i dati necessari (dati anagrafici, codice fiscale o partita IVA, codici identificativi dell’utenza come codice POD e codice PDR, indirizzo di fornitura, indirizzo email, eventuale IBAN per addebito diretto su conto corrente).

L’operazione richiede circa un mese di tempo, al termine del quale arriverà la nuova bolletta a nome dell’operatore scelto. Assieme al cambio fornitore è possibile anche compiere altre operazioni come il cambio di intestatario della fornitura (voltura, subentro ecc.).

Naturalmente, la parte difficile è scegliere l’offerta giusta. Per trovare l’offerta più adatta, infatti, è indispensabile sia conoscere i propri consumi (il contatore luce o gas elettronico e il dettaglio dei consumi nelle vecchie bollette possono aiutare in questo) sia conoscere l’andamento del mercato e le offerte dei diversi operatori territoriali.

Non è detto che un’offerta sia conveniente in assoluto: dipende dalle esigenze del cliente. Ricordiamo che per il monitoraggio dei mercati esistono dei tool di comparazione online delle offerte luce e gas, tra cui il portale offerte curato direttamente da ARERA o altri forniti da varie associazioni dei consumatori, con un elenco dei venditori indicizzato e aggiornato sull’evoluzione dei mercati al dettaglio.