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  • Quanto costa intestarsi le utenze?

    L’operazione di voltura senza accollo, la più classica, ha un costo variabile tra i 25€ e i 77€ circa; la voltura senza accollo, invece, in genere è gratuita e non prevede costi ulteriori.

  • Come si fa la voltura?

    È necessario inviare al fornitore una richiesta di voltura, corredata di tutti i dati personali e di fornitura, unitamente alle informazioni e alla documentazione necessaria.

  • Quando si fa la voltura delle utenze?

    La voltura senza accollo viene fatta a seguito di un trasloco, di un nuovo acquisto o affitto di una casa o di un locale; la voltura con accollo può essere fatta a seguito di decesso dell’intestatario (la persona che fa richiesta deve essere l’erede) o di divorzio o separazione dallo stesso.

Voltura senza accollo e con accollo: le differenze

Una delle più comuni operazioni sulla fornitura di luce e gas è sicuramente la voltura delle utenze: si effettua in genere dopo un trasloco, quando si acquista o si affitta una nuova casa; lo stesso vale anche per il trasferimento delle aziende.

In alcuni casi, però, ci si trova di fronte a un dubbio: occorre fare la voltura con accollo o senza accollo? Qual è la differenza tra le due, e quando devono essere fatte? Ecco tutte le risposte e le informazioni più utili in questa guida.

Che cos’è la voltura senza accollo?

La voltura senza accollo è la tipologia di voltura più diffusa. Consiste semplicemente in una operazione con cui viene cambiato il titolare di un contratto per una utenza di energia elettrica o gas metano, ma anche per qualsiasi contratto che lo permetta: un servizio internet, un abbonamento alla televisione e così via.

Il suo effetto principale è proprio il cambio di nominativo del contratto e, di conseguenza, nella bolletta. In questo modo, a pagare non sarà più il vecchio intestatario, ma quello che ha richiesto la voltura.

È per questo motivo che, in genere, la voltura si effettua dopo aver fatto il trasloco o dopo aver spostato la propria attività in un nuovo edificio: il nuovo titolare deve pagare per la fornitura al posto di quello vecchio. Le alternative alla voltura, in questo caso, non sarebbero convenienti.

Tra queste bisogna menzionare il subentro nella fornitura, che ha il medesimo effetto di cambiare il nominativo dell’utenza, ma va richiesto nel caso in cui il vecchio utente abbia chiesto precedentemente una disattivazione della stessa. Questo comporta spese ulteriori, e una perdita di tempo, sia per il vecchio intestatario che per il nuovo, in quanto occorre anche richiedere una nuova attivazione del servizio energetico.

Questa procedura non è necessaria se si effettua una semplice voltura, che per questo motivo è in genere preferita nel caso in cui il nuovo inquilino o proprietario subentri in breve tempo a quello precedente, senza bisogno di attivare o disattivare alcunché, ottenendo anche un importante risparmio.

Con la voltura, vengono mantenuti il fornitore e l’offerta che il precedente intestatario aveva scelto, alle medesime condizioni contrattuali (eccezion fatta per eventuali bonus personali). Rimane possibile, per il nuovo titolare, richiedere un cambio di operatore o di tariffa dopo aver effettuato la voltura, senza pagare costi aggiuntivi o penali: si può passare al mercato libero dal servizio di maggior tutela, scegliere un’offerta di vendita migliore ed effettuare ogni altro passaggio possibile.

Naturalmente, come abbiamo detto, la voltura va effettuata soltanto nel caso in cui il contatore sia attivo: se l’erogazione di corrente elettrica o gas naturale è stata interrotta, bisogna effettuare per forza il subentro.

Voltura senza accollo: come si fa

La voltura senza accollo è una operazione molto semplice, per cui è necessario solamente fare una richiesta al fornitore che serve l’utenza in questione.

Per farlo, è necessario compilare l’apposito modulo, inviando la modulistica con tutti i documenti e i dati necessari; la maggior parte di questi sono reperibili nella vecchia bolletta o nel contratto attivo, che possono essere richiesti al titolare. Tra questi ricordiamo:

  • i dati personali del nuovo e del vecchio intestatario (nome e cognome, codice fiscale, recapito telefonico, indirizzo di fatturazione, numero cliente, indirizzo email), assieme a una copia della carta d’identità di entrambi;
  • una autolettura del contatore luce e/o gas. Serve a certificare con apposita verifica il consumo al momento della richiesta, così da garantire la corretta fatturazione (in questo modo, il vecchio e il nuovo intestatario pagheranno solo per quanto effettivamente consumato). Nell’autolettura, per l’energia elettrica, va inclusa la potenza impegnata (espressa in kW);
  • il codice POD o il codice PDR, ossia i due codici identificativi rispettivamente dell’utenza elettrica o del gas. Sono dei codici alfanumerici che distinguono ogni singola fornitura sul territorio nazionale, e possono essere individuati non soltanto nella bolletta, ma anche effettuando la lettura del contatore elettronico;
  • il codice IBAN nel caso in cui il nuovo titolare voglia effettuare la domiciliazione bancaria del pagamento tramite addebito diretto sul proprio conto corrente.

I dati richiesti sono gli stessi in tutti i casi, e non cambiano da fornitore a fornitore, per tutte le volture senza accollo.

La modalità di invio della domanda può variare in base al fornitore: online, via mail, tramite PEC (posta elettronica certificata), direttamente presso lo sportello oppure a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno.

Voltura senza accollo: tempi e costi

Per quanto riguarda le tempistiche della voltura senza accollo, bisogna effettuare una distinzione tra voltura dell’energia elettrica e del gas. In particolare:

  • per la voltura luce, sono sufficienti 7 giorni lavorativi. 2 giorni sono necessari al fornitore per il disbrigo delle pratiche burocratiche e amministrative, 5 giorni invece servono al distributore locale per il cambiamento concreto dell’anagrafica;
  • per la voltura gas, invece, i tempi di gestione della pratica possono raggiungere un massimo di 30 giorni, a far data dalla spedizione della richiesta (in genere, però, sono molto più brevi).

Trattandosi di voltura, però, ricordiamo che l’erogazione non viene interrotta: il cliente può continuare a usare tanto l’energia elettrica quanto il gas nella propria abitazione. Inoltre, i costi relativi verranno conteggiati (grazie all’invio della lettura del contatore nella domanda di voltura) separatamente per il vecchio e il nuovo titolare, cosicché i consumi di ciascuno rimangano ben distinti, e il nuovo intestatario possa utilizzare le forniture senza preoccuparsi di costi in eccesso.

Per quanto riguarda i costi della voltura senza accollo, infatti, per l’intestatario precedente non è previsto alcun pagamento, al di fuori di quanto previsto dalla bolletta di chiusura. Quest’ultima contiene le spese relative ai consumi finali non ancora fatturati, gli eventuali interessi di mora ove presenti meno, sempre se previsto dal contratto, la restituzione del deposito cauzionale.

Il nuovo intestatario, invece, paga diversamente a seconda della tipologia di mercato. Ovvero:

  • i costi nel mercato di tutela sono fissi, stabiliti da ARERA (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), e pertanto invariabili tra i diversi fornitori. Includono un contributo fisso amministrativo per il distributore pari a 25,81€ più IVA, e uno invece per gli oneri amministrativi del fornitore, pari a 23€ più IVA; in più è richiesta sempre l’imposta di bollo di 16€. In questo modo, l’ammontare totale raggiunge i 77€ IVA esclusa;
  • invece, nel mercato libero le cose cambiano. I costi, infatti, sono in parte variabili, in base alle condizioni contrattuali previste dall’offerta del singolo fornitore. L’imposta di bollo non è prevista in tutti i casi, ma va sempre incluso il contributo per il distributore, dal costo di 25,81€ più IVA. Per il resto, ogni fornitore applica (oppure non applica) una tariffa a propria discrezione.

Voltura con accollo: cosa cambia?

Le condizioni che abbiamo menzionato variano nel caso in cui si parli di voltura con accollo. L’effetto principale della voltura, il cambio di nominativo, rimane il medesimo, così come le offerte attive e il fornitore scelto.

Quello che cambia è, appunto, l’accollo dei debiti che eventualmente aveva lasciato l’intestatario precedente: tutti i costi di gestione insoluti, le bollette non pagate, gli interessi eventualmente maturati per morosità e così via.

Cambiano anche i motivi per la richiesta della voltura, nel caso in cui questa sia con accollo. Infatti, una voltura di questo genere può essere richiesta in due soli casi:

  • in caso di decesso del precedente intestatario. La voltura deve essere fatta obbligatoriamente con accollo, e può essere richiesta soltanto dall’erede legale del titolare deceduto. L’erede ha l’obbligo di inviare al fornitore una richiesta di voltura, corredata da certificato di morte o da dichiarazione sostitutiva di atto notorio (autocertificazione) che informi la società della situazione e richieda la possibilità di effettuare la voltura;
  • in caso di divorzio o separazione, qualora un coniuge intenda farsi carico dell’utenza al posto dell’altro. Quest’ultimo deve allegare, alla richiesta di voltura con accollo inviata dal primo, anche una autorizzazione scritta con autocertificazione, o in alternativa una copia della sentenza ufficiale di separazione o divorzio con cui venga sancita l’attribuzione al coniuge dei contratti di fornitura, qualora gli sia stata assegnata anche la titolarità dell’abitazione.

Le circostanze particolari rendono diversi anche i tempi per la voltura, ridotti in tutti i casi a una settimana circa, e i costi, che sono invece completamente azzerati. Nel mercato libero, comunque, si raccomanda di controllare sempre le condizioni contrattuali, per assicurarsi che non siano previsti ulteriori clausole o costi aggiuntivi anche in caso di voltura con accollo.

  • Quanto costa intestarsi le utenze?

    L’operazione di voltura senza accollo, la più classica, ha un costo variabile tra i 25€ e i 77€ circa; la voltura senza accollo, invece, in genere è gratuita e non prevede costi ulteriori.

  • Come si fa la voltura?

    È necessario inviare al fornitore una richiesta di voltura, corredata di tutti i dati personali e di fornitura, unitamente alle informazioni e alla documentazione necessaria.

  • Quando si fa la voltura delle utenze?

    La voltura senza accollo viene fatta a seguito di un trasloco, di un nuovo acquisto o affitto di una casa o di un locale; la voltura con accollo può essere fatta a seguito di decesso dell’intestatario (la persona che fa richiesta deve essere l’erede) o di divorzio o separazione dallo stesso.