Allaccio Gas e Luce: tutto quello che c’è da sapere

Quando ci si trasferisce in una abitazione di recente costruzione, può essere necessario dover richiedere l’allaccio del gas e della luce: si tratta della procedura con cui la casa viene fisicamente collegata alla rete elettrica e di distribuzione del gas naturale, e con cui vengono installati i contatori.

 

Si tratta di una procedura che, in base alle circostanze e alle condizioni, può anche risultare piuttosto complessa. Ecco allora una rapida guida all’allaccio luce e gas con tutte le informazioni utili: a chi rivolgersi, quant’è il pagamento e quali sono le tempistiche.

 

Allaccio gas e luce: a chi rivolgersi

Per fare la richiesta di allacciamento alla linea elettrica e alle tubazioni del gas, è possibile rivolgersi sia a un fornitore di energia che al distributore che ha l’autorizzazione alla gestione, alla manutenzione e al pronto intervento della rete nel territorio locale.

 

La differenza è che, se ci si rivolge a un fornitore, occorrerà sottoscrivere il contratto di fornitura con lo stesso, il quale poi dovrà contattare per legge, entro due giorni lavorativi, l’azienda di distribuzione locale per effettuare i lavori. Il tecnico, a questo punto, prenderà un appuntamento con il cliente per effettuare i lavori necessari di installazione.

 

Se invece si contatta il distributore locale, sarà possibile procedere soltanto all’installazione del contatore, e sarà comunque necessario contattare in seguito una società di fornitura per attivare le utenze mediante la sottoscrizione di un contratto, indipendentemente dalle tariffe. Inoltre, occorrerà prendere sempre i contatti in prima persona con il distributore, perdendo i benefici della funzione di mediazione del fornitore.

 

Dunque, la richiesta di allaccio dell’utenza può essere rivolta, o al fornitore o al distributore, mediante uno dei canali di contatto consueti: recandosi allo sportello di un ufficio apposito, contattando l’assistenza del servizio clienti, inviando una lettera oppure una mail (non è necessario utilizzare il servizio di posta elettronica certificata), ma anche, in alcuni casi, semplicemente online.

 

Per presentare la domanda è necessario essere muniti di alcuni dati, tra i quali:

  • l’indirizzo a cui si intende attivare la fornitura e, se differente, un indirizzo di recapito per i contatti;
  • i dati anagrafici dell’utente intestatario della nuova fornitura (nome, cognome, codice fiscale e così via), con allegata copia del documento d’identità;
  • i dati catastali dell’edificio per il quale si richiede l’attivazione della fornitura e il numero di deposito della concessione edilizia;
  • un’indicazione sull’uso che si intende fare della fornitura da attivare (p. es. gas domestico per cottura, acqua calda sanitaria, riscaldamento e caldaia, ecc.);
  • per la fornitura di energia elettrica, la potenza disponibile richiesta, in kW.

 

Pratica di allaccio: come compilarla

I moduli per l’allacciamento di una nuova fornitura possono variare di molto, a seconda dell’azienda alla quale ci si rivolge per l’operazione.

 

In linea di massima, tuttavia, la modulistica richiede di presentare sempre i medesimi dati. In particolare, occorrono innanzitutto i dati personali di chi effettua la dichiarazione, nonché l’indicazione del ruolo per il quale fa le richieste: proprietario dell’edificio, rappresentante legale di una ditta con partita IVA, amministratore del condominio e così via.

 

Quindi, nella richiesta vanno inserite le caratteristiche tecniche della fornitura che si richiede di attivare, e per la quale deve essere installato il contatore (per esempio, come già abbiamo detto, la potenza disponibile), assieme all’indirizzo del fabbricato presso il quale andrà effettuato l’intervento e dall’indicazione del suo uso, ovvero residenziale o altro.

 

Poi, occorre inserire i dati fiscali per l’emissione della fatturazione, un indirizzo di recapito (anche email o PEC) per la corrispondenza e le comunicazioni, e un contatto telefonico della persona da contattare per effettuare il sopralluogo, senza il quale sarebbe impossibile elaborare il preventivo ed eseguire tutti i lavori successivi.

 

Oltre a riportare questi dati, può essere necessario allegare alcuni documenti su segnalazione dell’azienda, tra i quali:

  • uno stralcio planimetrico e un elaborato tecnico in riferimento all’immobile da allacciare alla rete;
  • una copia del progetto, in formato congruo, che evidenzi il numero di unità immobiliari e la loro destinazione d’uso approvata dal comune di residenza, anche in subordine a bandi e permessi particolari di variazione per le imprese;
  • una copia della carta d’identità del cliente richiedente.

 

Tale documento, datato e firmato, andrà poi fatto avere all’azienda alla quale ci si intende rivolgere per avviare i lavori. Può trattarsi o del fornitore con cui si sottoscrive il contratto, oppure direttamente del distributore incaricato sul territorio.

 

Preventivo per l’allaccio: come richiederlo

Una volta consegnata la documentazione completa di tutti gli allegati e le informazioni, la società di distribuzione contatta il consumatore per fissare un appuntamento ai fini dell’esecuzione di un sopralluogo preventivo per la predisposizione e l’esecuzione dei lavori di allaccio.

 

A questo punto, una volta effettuato il sopralluogo, il distributore dovrà presentare al cliente un preventivo gratuito per i lavori di allacciamento. Non c’è bisogno di farne richiesta esplicita, dal momento che dev’essere il distributore a presentarlo di propria iniziativa dopo aver effettuato il sopralluogo col consenso del cliente.

 

A questo punto, dunque, la procedura e soprattutto la tipologia del preventivo possono subire un cambio a seconda della fornitura.

 

Per quanto riguarda l’allaccio alla rete elettrica, il distributore invia il preventivo entro 20 giorni lavorativi. Il preventivo deve contenere tutte le informazioni per verificare la trasparenza dell’offerta, che deve riportare con chiarezza tutte le informazioni necessarie (tempi e costi, spese collaterali, procedure, durata ecc.).

 

Il preventivo ha una validità di 3 mesi a partire dalla data di ricezione; trascorsi inutilmente i 3 mesi, sarà necessario richiedere un nuovo sopralluogo per proseguire con l’allacciamento.

 

Il preventivo, naturalmente, include anche i costi del lavoro a carico del cliente, che per la rete elettrica dipende dal tempo di utilizzo della connessione. Quindi, si distingue tra:

  • allacciamento temporaneo, cioè inferiore a 1 anno (p. es. per spettacoli viaggianti). In questo caso si applica un contributo forfettario pari a quello di un allacciamento permanente standard per le prime realizzazioni degli impianti, ma in alcune circostanze si applicano altri contributi e corrispettivi;
  • allacciamento permanente, ossia in tutti gli altri casi. Il prezzo è calcolato in base alla tipologia di fornitura più 3 quote fisse: la quota distanza dalla cabina di trasformazione (185€ ca. fino a 200 m, con quote aggiuntive per ogni 100 m in più); la quota potenza, pari a circa 70€/kW di potenza disponibile richiesta; la quota fissa di 27€ ca., corrispondente ai costi amministrativi sostenuti dal distributore.

 

Per quanto riguarda il gas, il preventivo deve contenere gli elementi generali indicati in precedenza, deve seguire il sopralluogo tecnico e deve essere accettato dal cliente al fine di poter avviare i lavori.

 

Il costo, tuttavia, è molto più variabile di quello dell’allaccio alla rete elettrica, in quanto dipende maggiormente dalla distanza dalle tubazioni e da altri parametri, per cui non è possibile determinarlo in anticipo.

 

Modi e tempi di installazione del nuovo allaccio

Riguardo all’elettricità, secondo il regolamento dell’Autorità, il distributore responsabile ha 15 giorni lavorativi per inviare il preventivo, che possono salire fino a 30 per i lavori più complessi.

 

Per lavori semplici si intende soltanto la realizzazione del contatore o pochi prolungamenti dei cavi, mentre i lavori complessi sono interventi strutturali come il passaggio di cavi o tubi sotterranei.

 

Dopo i tempi tecnici di accettazione e ricevuta della stessa, vi sono i tempi dei lavori. Questi possono essere pari a un massimo di 15 giorni per i lavori semplici e 60 giorni per quelli complessi. Esistono delle penali che vanno pagate al cliente in caso di ritardo accumulato sui lavori (pari a 35, 70 e 105€ rispettivamente per 30, 45 e più di 45 giorni lavorativi di ritardo).

 

A questi si aggiungono i tempi tecnici per la verifica e il controllo dei documenti di accertamento, che può richiedere molto tempo se va ripetuta più volte.

 

Infine, vanno aggiunti i 10 giorni lavorativi che può prendere il fornitore per l’attivazione del contatore.

 

Anche per quanto riguarda il gas sia le tempistiche che le procedure sono molto simili. La differenza principale è che potrebbero esservi degli ostacoli insormontabili alla realizzazione dell’allaccio stesso, tali da impedire i lavori: per esempio, la sostenibilità dei lavori, la necessità di spostamento di materiali, l’eccessiva distanza e la scarsa accessibilità della rete di distribuzione del gas, guasti tecnici e così via.

 

Al termine dell’allaccio, comunque, i contatori sono funzionanti ed è possibile eseguire tutte le funzioni normali della fornitura, come l’autolettura, la domiciliazione della bolletta, la richiesta di agevolazioni (come il bonus sociale), subentro e voltura ecc.

 

 

» Scopri le offerte gas e luce per la casa